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Il Consiglio federale vuole che la Svizzera partecipi alla fonte di neutroni piu' potente al mondo

Il Consiglio federale chiede al Parlamento di approvare l’adesione della Svizzera alla fonte di neutroni più potente al mondo, la «European Spallation Source ESS», e di concedere il contributo finanziario che la Svizzera dovrà versare per la costruzione e la gestione fino al 2026.

Oggi il Consiglio federale ha trasmesso il relativo messaggio al Parlamento. Con la partecipazione alla ESS il Consiglio federale intende consolidare il posizionamento della ricerca svizzera nella concorrenza internazionale.

L'infrastruttura di ricerca ESS, ubicata a Lund in Svezia, dovrebbe diventare la fonte di neutroni più potente al mondo. Questo istituto consentirà ai ricercatori di conoscere diversi materiali e strutture biologiche e in questo modo di creare le basi necessarie per lo sviluppo di nuovi apparecchi tecnici e nuovi farmaci. La ESS si aggiunge agli impianti esistenti e consente ai ricercatori svizzeri di effettuare esperimenti non attuabili in Svizzera.

Nell'ambito del messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione negli anni 2013-2016, il Parlamento ha già dato l'autorizzazione per il contributo svizzero di circa 32 milioni di franchi per la prima fase di costruzione. Ora si tratta di stanziare anche il contributo di circa 98 milioni di franchi per la seconda fase di costruzione e di gestione che durerà fino al 2026. La Svizzera si assume dunque il 3,5% dei costi totali della ESS che ammontano a circa 3,7 miliardi di franchi. 17 paesi partner hanno aderito alla ESS.

L'adesione della Svizzera alla ESS non richiede alcun accordo con la Commissione europea. È sufficiente una dichiarazione della Svizzera sul riconoscimento dell'ordinanza ERIC, dato che la ESS si basa sul nuovo quadro giuridico europeo ERIC (European Research Infrastructure Consortium) che stabilisce le principali caratteristiche dell'infrastruttura di ricerca europea e procedure chiare sul conferimento del relativo statuto.

In tanti settori della ricerca di punta la Svizzera dipende dalle infrastrutture internazionali di ricerca. In molti casi un Paese, da solo, non è in grado di realizzare ad esempio osservatori per le scienze ambientali, banche dati della genomica e delle scienze sociali, sorgenti radioattive per la ricerca sui materiali oppure supercalcolatori e dunque punta sulla collaborazione di più Stati. Per questo motivo la Svizzera già oggi fa parte di diverse infrastrutture internazionali di ricerca nell'ambito dei trattati internazionali. Ciò consente agli istituti di ricerca svizzeri, in particolare ai due PF, alle università e alle scuole universitarie professionali di accedere agli esperimenti e ai dati più recenti.

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