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Il Consiglio federale raccomanda di respingere l’iniziativa «Per una Svizzera senza pesticidi sintetici»

Il Consiglio federale si è dichiarato contrario all’iniziativa popolare «Per una Svizzera senza pesticidi sintetici». L’iniziativa popolare fa suoi obiettivi importanti già perseguiti attraverso varie misure di politica agricola. Tuttavia, limiterebbe eccessivamente il margine di manovra della filiera agroalimentare svizzera.

Già nel mese di giugno il Consiglio federale ha deciso di ridimensionare i rischi correlati all’uso di pesticidi in agricoltura attraverso un pacchetto di misure nel quadro della Politica agricola a partire dal 2022 senza limitare troppo la produzione.

L'iniziativa popolare «Per una Svizzera senza pesticidi sintetici» (iniziativa sui pesticidi) è stata depositata il 25 maggio 2018 con 121 307 firme valide. Chiede di vietare l'uso di pesticidi sintetici nella produzione agricola, nella cura del suolo e del paesaggio. Da vietare sarebbe altresì l'importazione a fini commerciali di derrate alimentari contenenti pesticidi sintetici o per la cui produzione sono stati utilizzati tali pesticidi.

Se l'iniziativa venisse accolta, diminuirebbe il carico di sostanze sintetiche da fonti agricole che giunge negli ecosistemi. Parallelamente, però, la filiera agroalimentare dovrebbe far fronte a considerevoli limitazioni e si metterebbe a repentaglio la qualità attuale delle derrate alimentari. Vietando l'utilizzo di pesticidi sintetici, di cui fanno parte anche i prodotti usati per la disinfezione e la pulizia (biocidi), sarebbe più difficile garantire la sicurezza e l'igiene lungo l'intera filiera alimentare. L'impiego di biocidi è determinante per riuscire ad adempiere le esigenze di sicurezza e igiene nella produzione di derrate alimentari di origine vegetale e animale.

La produzione indigena subirebbe un tracollo anche a causa del calo delle rese, delle perdite in termini di scorte di materie prime e di prodotti trasformati. L'offerta e la varietà di derrate alimentari diminuirebbero sensibilmente poiché con i metodi disponibili in Svizzera non si potrebbero più coltivare determinate colture o quantomeno soltanto in modo limitato. La libertà di scelta dei consumatori ne risulterebbe fortemente ridotta. Si dovrebbe far fronte a un aumento del turismo degli acquisti perché non si potrebbero più importare neanche molte derrate alimentari a scopo commerciale. Il divieto d'importazione, inoltre, sarebbe anche parzialmente in contraddizione con il diritto OMC e con gli accordi di libero scambio della Svizzera.

Analogamente all'iniziativa sull'acqua potabile, anche quella sui pesticidi persegue gli stessi obiettivi del Piano d'azione sui prodotti fitosanitari. Tuttavia, limita in maniera eccessiva il margine di manovra della filiera agroalimentare. In alternativa all'iniziativa sull'acqua potabile, il 15 giugno scorso, il Consiglio federale ha pertanto deciso di integrare un pacchetto di misure nella consultazione sulla Politica agricola a partire dal 2022. Ciò permetterà di tenere conto degli interessi ponderati di entrambe le iniziative. Il Consiglio federale raccomanda pertanto di respingere anche l'iniziativa sui pesticidi senza controprogetto diretto.

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