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IL CANCRO E’ LA PRIMA CAUSA DI MORTE PER GLI HIV POSITIVI

I pazienti HIV positivi devono partecipare ai programmi di screening anti-cancro e condurre stili di vita sani. E’ questo l’appello lanciato dal prof. Umberto Tirelli Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano (Pordenone) alla vigilia della Giornata Mondiale contro l’AIDS che si celebra il primo dicembre in tutte e cinque i continenti.

“Grazie ai progressi raggiunti dalla ricerca medico-scientifica nel nostro Paese gli HIV positivi sono sempre più anziani - afferma il prof. Tirelli -. Infatti tra questa particolare categoria di malati registriamo un aumento di patologie oncologiche legate anche all’invecchiamento tra cui cancro a fegato, prostata, polmone e colon. Sono invece in calo grazie all’efficienza delle terapie anti-HIV i tumori associati alla grave immunodeficienza come linfomi o Kaposi. Il motivo è da ricercare nella scarsa prevenzione sia primaria che secondaria. Molti di queste persone, infatti, fumano o abusano di alcol e spesso presentano virus oncogeni come l’HPV o quelli dell’epatite B e C. Ciò nonostante le donne non svolgono esami diagnostici di routine come il Pap-Test e mammografia. Le pazienti HIV positive hanno circa 10 volte maggiore di carcinoma alla cervice uterina rispetto alle altre donne. Dobbiamo invertire queste pericolose tendenze. Chi ha il virus dell’AIDS deve fare gli esami raccomandati alla popolazione generale della stessa età. Dovrebbe poi seguire le principali regole di prevenzione del cancro come niente sigarette, limitare il consumo di alcol, condurre una dieta sana ed equilibrata, praticare tutti i giorni un po’ di attività fisica e non utilizzare droghe o altre sostanze nocive. Bisogna avviare al più presto su tutto il livello nazionale progetti e campagne di informazione specifiche per questa categoria di persone”.

“I tumori nei pazienti colpiti da HIV sono passati da essere considerate patologie da non trattare all’inizio dell’epidemia a malattie guaribili - conclude Umberto Tirelli -. All’Istituto di Aviano nel corso degli ultimi anni abbiamo portato avanti numerosi studi scientifici per il trattamento di patologie oncologiche in persone immuno-depresse come i malati di AIDS. La prossima sfida che dobbiamo riuscire a vincere è però far in modo che non si ammalino di cancro e comunque aumentare il numero di diagnosi precoci”.

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