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I nuovi aspetti della responsabilità sanitaria: convegno a Torino con il relatore della legge 24/2017

Il British Medical Journal l’ha definita una delle migliori a livello europeo: è la recente legge 24/2017 che introduce norme in materia di responsabilità sanitaria e rischio clinico.

I nuovi aspetti della responsabilità sanitaria sono stati affrontati oggi nel corso di un convegno organizzato dall’assessorato regionale alla Sanità che ha visto la partecipazione di un folto pubblico di operatori delle professioni sanitarie. Al convegno, che si è tenuto nell’aula magna dell’Università, alla Cavallerizza Reale, era presente il relatore della legge, l’on. Federico Gelli.

I lavori sono stati aperti dai saluti del professor Umberto Ricardi, vicedirettore vicario della Scuola di Medicina dell’Università di Torino e dall’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta. “È un momento di riflessione su una legge importante che giunge dopo 15 anni di dibattito sull’argomento. Ora siamo nella fase di applicazione ed è bene che gli operatori siano informati. La legge è un punto di equilibrio tra le esigenze del personale del Servizio sanitario nazionale e i cittadini. Come dice l’onorevole Gelli, gli obiettivi sono garantire la sicurezza delle cure e ridurre i costi esorbitanti* della medicina difensiva che drenano risorse al sistema. Come Regioni, siamo impegnati per un’applicazione uniforme su tutto il territorio”. – ha detto l’assessore Saitta.

L’onorevole Gelli ha detto: “La legge è un punto di partenza. Negli anni si è rotta l’alleanza terapeutica tra medico e paziente: i cittadini esigono sempre di più. Esiste una sorta di diritto alla guarigione che ha prodotto un abnorme aumento dei contenziosi e delle richieste di risarcimento, con studi legali molto aggressivi che inducono i pazienti a fare causa. Ma l’obiettivo principale della legge è sul fronte della prevenzione, per ridurre gli errori in ambito sanitario. Fondamentale è la trasparenza dei dati: il cittadino deve sapere il livello di contenzioso di una struttura sanitaria. Ed infine: la cartella clinica deve diventare digitale e tracciabile.”

Tra gli interventi, il procuratore regionale della Corte dei Conti, Giancarlo Astegiano, il procuratore aggiunto di Torino, Vincenzo Pacileo, il direttore del dipartimento di prevenzione dell’ASL unica di Torino, Roberto Testi, il direttore generale dell’ASL unica di Torino, Valerio Fabio Alberti, il direttore regionale della Sanità, Renato Botti.


Le principali novità della legge 24/2017

La sicurezza delle cure

La legge prevede l’attivazione in ogni regione di un Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, deputato alla raccolta dei dati su rischi ed eventi avversi e su cause, entità, frequenza e onere finanziario del contenzioso. Informazioni da trasmettere all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, da istituire presso AGENAS con decreto del ministero della Salute.

La responsabilità professionale

L’altro pilastro della legge è la revisione della responsabilità professionale. L’articolo 6 introduce nel Codice penale il nuovo articolo 590-sexies - “Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario” - che esclude la punibilità, nel caso in cui l’evento si sia verificato a causa di imperizia e il professionista abbia rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida validate da società scientifiche accreditate e pubblicate on-line dall’Istituto Superiore di Sanità.

La conciliazione obbligatoria

Chi intenda esercitare un’azione di responsabilità civile dovrà comunque tentare una conciliazione, a partecipazione obbligatoria di tutte le parti, incluse le compagnie di assicurazione, pena la non procedibilità della domanda di risarcimento. Un consulente tecnico d’ufficio (CTU) dovrà con le sue perizie aiutare a conciliare la lite: se il tentativo non riesce o è trascorso il termine di sei mesi, si passa al giudizio. L’azione di rivalsa, contemplata però solo in caso di dolo o di colpa grave, incontra paletti ben precisi: va esercitata, a pena di decadenza, entro un anno dall’avvenuto pagamento ed è inoltre esclusa se il professionista sanitario non è stato parte del giudizio. La misura della rivalsa in ogni caso non può superare il triplo della retribuzione lorda dell’anno di inizio della condotta causa dell’evento.

Polizze per tutti

La legge introduce una rete di copertura assicurativa “erga omnes”. Tutte le strutture pubbliche e private devono assicurarsi per responsabilità contrattuale verso terzi e verso i prestatori d’opera, anche per i danni attribuibili al personale a qualunque titolo operante.

L’azione diretta modello RCA

L’articolo 12 introduce la possibilità di un’ulteriore azione in capo al danneggiato: la possibilità di un’azione diretta - sul modello Rca auto - nei confronti dell’impresa di assicurazione della struttura sanitaria e del libero professionista. Anche qui, si introduce una serie di paletti: il fallimento del tentativo obbligatorio di conciliazione e il limite pecuniario delle somme per cui è stato stipulato il contratto di assicurazione.

Il Fondo di garanzia

Nei casi di importi eccedenti i massimali, di insolvenza o del venire meno della copertura per recesso unilaterale dell’impresa, infine, un Fondo di garanzia per danni da responsabilità sanitaria offrirà una ciambella di salvataggio. Sarà gestito da CONSAP e alimentato dai versamenti annuali - il cui ammontare andrà fissato con decreto - delle imprese assicuratrici autorizzate alla RC per danni da responsabilità sanitaria.

* secondo le stime 10 miliardi di euro all’anno, pari allo 0,75% del PIL

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