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I 3 fattori che incidono sullo sviluppo del settore farmaceutico

di Marco Cossolo, presidente Federfarma

In questi anni l’evoluzione del settore farmaceutico è stata influenzata da alcuni fattori che incidono sullo sviluppo del settore stesso.

Tra questi:
1) l’ aumento dell’età media della popolazione
2) il contenimento della spesa farmaceutica convenzionata
3) l’informatizzazione

Si tratta di fattori che vanno in direzioni diverse e spesso contrastanti tra loro e che devono essere “governati” per far sì che il sistema mantenga la propria attuale efficienza e possa contribuire a garantire la sostenibilità del sistema, a migliorare la qualità della vita delle persone. Vediamo in breve questi trend come impattano sulle farmacie.


1) l’aumento dell’età media della popolazione

La popolazione invecchia: è un dato di fatto stra-noto. Aumentano le patologie cronicodegenerative e i costi per il SSN, chiamato a fornire farmaci, prestazioni diagnostiche, ricoveri per periodi sempre più lunghi e per malattie dalle quali non si guarisce, ma ci si deve curare tutta la vita. Da qui la necessità di individuare soluzioni che consentano di assistere i pazienti cronici, anziani e fragili sul territorio e non in ospedale, sfruttando la rete dei professionisti territoriali. In questa direzione va la normativa sui nuovi servizi in farmacia che è finalizzata a potenziare la funzione di presidio sanitario territoriale della farmacia, a supporto delle ASL e dei medici, per alleggerire gli oneri economici e organizzativi che gravano sulle strutture sanitarie pubbliche. A livello territoriale, si nota invece una tendenza da parte di Regioni e ASL a sottovalutare il ruolo che la farmacia può avere soprattutto sul fronte della gestione dei pazienti cronici. È una tendenza che dobbiamo assolutamente invertire.

2) il contenimento della spesa farmaceutica

In questi anni, sono state varate a livello nazionale ripetute misure di contenimento della spesa farmaceutica convenzionata (tagli dei prezzi, trattenute alle farmacie, diffusione dei medicinali equivalenti), alle quali si sono aggiunti numerosi e variegati interventi adottati dalle singole Regioni. Tra questi, in particolare, la distribuzione diretta che ha escluso la farmacia dal processo di distribuzione dei medicinali di nuova registrazione ad alto costo, con una perdita non solo economica, ma anche di ruolo e di “cultura”. L’innovazione non passa più per la farmacia, il farmacista non conosce più i nuovi farmaci. Per i cittadini ciò ha significato disagi, livelli di assistenza non più uniformi e una qualità del servizio più bassa. In generale, la perdita di risorse economiche, a seguito dei tagli, sta mettendo in crisi molte farmacie e comunque determinando uno spostamento del baricentro dell’attività delle farmacie dal SSN al versante commerciale.

3) l’informatizzazione della sanità

In questi anni il processo di informatizzazione della sanità ha compiuto importanti passi in avanti. Grazie all’impegno delle farmacie e al fatto che la rete delle farmacie stesse è informatizzata ormai da tempo, si sono potute introdurre nel settore grandi innovazioni. Penso, ad esempio, alla ricetta elettronica che in varie regioni costituisce ormai oltre l’90% del totale, mentre il dato medio nazionale ha superato l’80% di ricette dematerializzate. L’informatizzazione, quindi, è un grande valore aggiunto che la farmacia assicura alla parte pubblica e ai cittadini e che può essere ulteriormente valorizzata per migliorare la qualità del servizio offerto alla popolazione e il corretto uso del farmaco. L’aderenza alla terapia, in questo senso, può essere uno strumento importantissimo per far sì che l’utilizzo del farmaco venga ottimizzato e possa produrre risultati documentati in termini di miglioramento dello stato di salute della popolazione e di risparmi per il SSN. Proprio sul fronte dell’aderenza alla terapia, che oggi nei malati cronici si aggira mediamente tra il 40 e il 50%, la farmacia può svolgere un ruolo di rilievo, come dimostrato da vari studi e sperimentazioni condotte a livello internazionale e nazionale.

È stato infatti dimostrato che un intervento del farmacista, basato su una verifica iniziale per accertarsi che il paziente abbia compreso quali e quanti farmaci debba assumere e con quali tempi, seguita da un ulteriore momento di controllo sull’andamento della terapia, incide positivamente sull’aderenza alla terapia. Il progetto I-MUR, condotto in alcune realtà del territorio nazionale, ha fatto emergere un aumento del 35% dell’aderenza dopo 3 mesi e del 40% dopo 6 mesi dall’avvio del percorso di monitoraggio a cura del farmacista. Tali dati potranno essere confermati dalla sperimentazione dell’erogazione di nuovi servizi di tipo cognitivo (monitoraggio dei pazienti cronici e verifica dell’aderenza) da parte delle farmacie sulla base del finanziamento previsto dalla legge di bilancio 2018 per dare attuazione alle norme sulla Farmacia dei servizi. Grazie al finanziamento di 36 milioni di euro su base triennale, le farmacie di nove Regioni - e, come richiesto dalla Conferenza Stato-Regioni, auspicabilmente anche quelle di altre, attraverso l’utilizzo di ulteriori fondi regionali - potranno fornire una serie di prestazioni aggiuntive che permetteranno di verificare l’impatto di tali interventi sui pazienti e sui costi sostenuti dal SSN.

Un punto di partenza essenziale per dimostrare l’efficacia dell’intervento della farmacia sul fronte della gestione dei malati cronici sono i dati sui farmaci erogati in regime di SSN, che le farmacie, dal 1999, mettono a disposizione della parte pubblica. FEDERFARMA Tali dati - consultabili nella sezione dedicata del sito www.federfarma.it - consentono una serie infinita di elaborazioni, di cui questo opuscolo fornisce solo alcuni esempi, permettendo alle Istituzioni di avere un quadro completo, in tempo reale, dell’andamento dei consumi e della spesa. Ampliare la gamma di farmaci erogati dalle farmacie, spostando dalla prescrizione del centro specialistico a quella del medico di medicina generale e dalla distribuzione diretta alla dpc i medicinali che non richiedono particolari controlli da parte delle strutture pubbliche, consentirebbe, oltre che di agevolare i cittadini che avrebbero un più agevole accesso ai farmaci di cui hanno bisogno, anche di estendere a tali medicinali il monitoraggio garantito dalle farmacie, a tutto vantaggio della trasparenza e del controllo della spesa. L’auspicio è che, nell’ambito del confronto con le Regioni al Tavolo per il rinnovo della convenzione farmaceutica nazionale e della convenzione medica, si possano condividere soluzioni per contemperare le esigenze della parte pubblica di tenere sotto controllo la spesa e quelle dei cittadini di poter contare sul supporto professionale del medico di medicina generale e della farmacia convenzionata per ottenere i migliori risultati possibili dalle terapie farmacologiche, con vantaggi in termini di salute, qualità della vita e risparmio economico.

In conclusione, vorrei ringraziare IQVIA e Promofarma per il supporto garantito alla realizzazione dell'opuscolo 'La spesa farmaceutica nel 2018' e, più in generale, all’efficientamento dell’attività delle farmacie rispettivamente sul fronte dell’analisi dell’andamento del mercato e della gestione informatizzata delle varie problematiche che comporta il lavoro dietro al banco.

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