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Humanitas capofila di uno studio europeo per la cura della SLA: € 5,6 mln dalla Commissione Europea

Humanitas sarà coordinatore di uno studio clinico internazionale per sperimentare un nuovo farmaco contro la SLA, sclerosi laterale amiotrofica. Humanitas ha partecipato al bando Horizon 2020 per malattie rare e farmaci orfani insieme ai partner internazionali e alle Associazioni dei Pazienti, il cui supporto è fondamentale in questo tipo di malattia.

Il progetto guidato da Humanitas,  che ha ricevuto l’apprezzamento dei comitati EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco, è risultato essere il primo su 127 partecipanti e riceverà circa 5,6 milioni di euro dalla Commissione Europea per portare avanti lo studio. Intorno ad Humanitas si sono riuniti i maggiori esperti internazionali nel campo della SLA provenienti da Irlanda, Gran Bretagna, Germania, Francia, Olanda e Belgio che, per i prossimi 4 anni, verificheranno l’efficacia terapeutica di questo nuovo farmaco derivato dagli acidi biliari. In fase preclinica ha dimostrato capacità protettiva rispetto alla degenerazione neuronale.

Al momento, l’unica cura per la SLA, annoverata tra le malattie rare, è in grado soltanto di rallentare la progressione della malattia.

“Questo finanziamento è un segnale molto importante per la ricerca, e conferma il ruolo primario dell’Italia nella ricerca scientifica neurologica. Il progetto, di respiro europeo, ci consente di lavorare in maniera ampia e condivisa per sperimentare questo nuovo farmaco contro la SLA, nella speranza che i risultati finali siano positivi e possano davvero cambiare la storia di questa malattia così drammatica - commenta il prof. Alberto Albanese, Responsabile di Neurologia I di Humanitas e Principal Investigator dello studio. Inoltre il nostro progetto, che è risultato primo su 127 partecipanti, è stato approvato con il disegno cui abbiamo pensato fin dall’inizio, senza alcuna richiesta di modifica: un ulteriore segno che ne testimonia la validità scientifica”.

Questo studio nasce da un primo lavoro esplorativo pilota condotto dal prof. Albanese su 60 pazienti in 3 Centri (Milano, Napoli, Palermo) trattati con questo farmaco. I risultati hanno mostrato un rallentamento di circa un terzo del processo degenerativo, consentendo un prolungamento della sopravvivenza dei pazienti.

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