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HIV. PLUS, SBATTERE IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA NON SERVE

Nota PLUS, network di persone LGBT+ sieropositive

"Plus, in quanto associazione di persone LGBT+ sieropositive, ritiene inaccettabili le modalità con cui molti organi di informazione stanno trattando il caso del prete accusato di traffico di droga, appropriazione indebita e recentemente anche di lesioni personali gravissime dalla Procura di Prato.

In merito a ciò, Plus vuole richiamare l’attenzione degli operatori dell’informazione su alcune semplici questioni:

-       Dal momento che esiste la presunzione di innocenza e la tutela della privacy rispetto alla rilevazione di dati sensibili sulla salute dei cittadini, condanniamo la scelta di pubblicare foto e dettagli personali che rendano identificabile la persona indagata: se la scelta fosse motivata dalla necessità di “avvisare” eventuali altri partner sessuali della persona in questione e invitarli a fare il test, sottolineiamo che se davvero i giornalisti si preoccupassero di divulgare informazioni utili alla salute pubblica dei loro lettori, dovrebbero raccomandare di fare regolarmente il test a TUTTE le persone che hanno rapporti sessuali occasionali non protetti con chiunque, non solo con personaggi al centro di vicende processuali. Non ci risulta che nessuna testata si sia preoccupata di ciò.

-       Alcuni servizi o articoli puntano sul fatto che il prete non avesse informato i suoi partner: ricordiamo che non sussiste nessun obbligo di informare i propri partner sulla propria condizione da parte delle persone con Hiv, che hanno la responsabilità - come tutti gli altri - di non esporre consapevolmente al pericolo di danni fisici o morali le altre persone. Più che puntare sul fatto che la persona non ha informato i propri partner, quindi, i giornalisti dovrebbero correttamente capire se c’è stato un rischio di danni. A questo proposito, è bene ricordare che le persone sieropositive in efficace terapia antiretrovirale non sono in grado di trasmettere l’infezione ai propri partner sessuali, come dimostrato da numerosi studi scientifici e riconosciuto anche dal Ministero della salute (https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2903)."

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