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HIV: CENTRO TRAPIANTI DI CELLULE STAMINALI DEL CRO, LEADERSHIP CONSOLIDATA NELLA TERAPIA DEI LINFOMI

In occasione della giornata dedicata alla lotta all’AIDS, il Centro Trapianti di cellule staminali ematopoietiche (CSE) del CRO festeggia tredici anni di remissione completa della prima paziente trapiantata all’Istituto per una ricaduta di un linfoma.

Sono proprio i tumori - e quelli del sangue in particolare (linfomi, mielomi e leucemie) la prima causa di morte dei pazienti che contraggono l’infezione da HIV e sviluppano l’AIDS. Dopo più di 10 anni di esperienza, il CRO di Aviano è leader in Europa, con oltre 80 casi di pazienti con HIV-AIDS e linfomi o mielomi ricaduti o resistenti alla chemioterapia valutati per un trapianto di cellule staminali e 40 già trapiantati.

Proprio in questi pazienti, che la maggior parte dei centri trapianto di midollo non è in grado di accogliere, il CRO ha dimostrato che il trapianto di cellule staminali in corso di HIV-AIDS non è solo fattibile ma, come per i pazienti senza concomitanti infezioni virali, è spesso anche l’unica vera via di guarigione. Dei 40 casi trapiantati, 28 sono ancora vivi e senza linfoma e nove di questi hanno ormai superato i 9 anni dal trapianto. Questi risultati vanno confrontati con una sopravvivenza di pochi mesi se gli stessi casi venissero trattati con una chemioterapia standard.

Va poi sottolineato che a dispetto dei tanti timori, i primi dati sui pazienti guariti da più di 7 anni, sembrano anche indicare che il trapianto di cellule staminali in questi casi sembra migliorare anche il recupero del sistema immunitario. Poter garantire le cure a queste categorie di pazienti non costituisce solo un prestigioso ed affascinante campo di terapia e di ricerca ma è soprattutto un essenziale strumento di garanzia di equità d’accesso alle cure. Il Direttore del Programma Trapianto del CRO, Mariagrazia Michieli, il Direttore della Raccolta di cellule staminali, Cristina Durante, il Direttore del Laboratorio di Manipolazione delle cellule staminali, Mario Mazzucato e il Direttore Medico Maurizio Rupolo sotto la guida del Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica, professor Umberto Tirelli, hanno sempre creduto, dall’inizio dell’attività del Centro, che fosse necessario promuovere la sicurezza, la qualità e il miglioramento continuo e integr are l’offerta trapiantologica della regione per garantire equità e accessibilità delle cure a tutti.

Per questo, con collaborazione delle Direzioni e dell’intero Istituto, si sono impegnati per dotare il Programma di sofisticate tecnologie, operatori ad alta specializzazione che accedono ad un programma di aggiornamento continuo, sistemi di gestione e di controllo della qualità. Per quanto riguarda i programmi di ricerca, il Centro Trapianti del CRO ha puntato sull’estensione del trapianto di CSE già disponibile in regione, anche in pazienti ai quali normalmente viene negata questa possibilità di cura, come le persone con più di 65 anni o quelle che, insieme ad un tumore del sangue presentano infezioni virali croniche come l’epatite C, B o l’HIV-AIDS.

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