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GRAVIDANZA E CORONAVIRUS. SIP, PIÙ SOLITUDINE E INSICUREZZA IN NEOMAMME

La limitazione della presenza del padre nelle prime fasi del rapporto col neonato e una maggiore ansia nei confronti del bambino in arrivo o appena arrivato. Sono questi gli elementi di maggior criticita' per le donne che hanno vissuto la gravidanza e il parto durante la pandemia, con le restrizioni imposte per prevenire il contagio.

Lo evidenzia la Societa' italiana di pediatria (Sip) nell'articolo 'Diventare mamme ai tempi della pandemia', pubblicato nell'ultimo numero della sua rivista 'Pediatria'. I dati emergono da un'indagine condotta nei mesi di maggio e giugno presso il reparto di Neonatologia dell'ospedale San Carlo Borromeo Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, su un campione di 54 partorienti, pari alla meta' delle donne che hanno avuto accesso al reparto nel periodo preso in considerazione.

Queste condizioni hanno favorito la sensazione di solitudine, insicurezza e abbandono nelle donne. Il Covid non ha tuttavia inciso sul contatto fisico e sull'affettivita' tra mamma e figlio, ne' ha influenzato negativamente le donne rispetto all'allattamento al seno. Il team di pediatri e neonatologi dell'ospedale San Carlo Borromeo Asst Santi Paolo e Carlo di Milano sottolinea come "le rigide norme di comportamento, l'impossibilita' di essere accompagnate alle visite dal partner, l'assenza di 'conforto' delle ansie che ogni controllo medico genera, la percezione di un ambiente meno accogliente, la paura di trasmettere la malattia al feto hanno creato nuovi contesti di accoglienza e impreviste reazioni emotive nelle donne gravide", rendendo "piu' difficoltoso il percorso che conduce alla maternita'".

Una condizione "potenzialmente depressiva come la realta' che stiamo vivendo favorira' in molte donne, gia' vulnerabili- avvertono gli esperti- situazioni di scompenso psicopatologico che meriteranno la nostra attenzione e che imporranno nuovi strumenti di valutazione per una precoce rilevazione delle stesse". Per questo, secondo i medici, sara' necessario "creare nuovi percorsi di psicoterapia che aiutino le donne ad affrontare la sofferenza emotiva, a riconoscere, imparare, legittimare e condividere tutte le emozioni per sentirsi meno sole, meno fragili, meno vulnerabili".

Infine, concludono gli esperti, insieme ai pediatri della Sip bisognera' approfondire gli effetti sullo sviluppo neuropsichico dei bambini appena nati in riferimento alle limitazioni al contatto con la madre nel caso in cui quest'ultima sia stata contagiata dal Covid-19.

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