IT   EN

Ultimi tweet

GLI ONCOLOGI ITALIANI SFIDANO IL CANCRO #ESMO17

Prima erano interventi chirurgici, radio e chemioterapia. Oggi sono farmaci a bersaglio molecolare, immunoterapici, esami che permettono una diagnosi differenziata. Il cambiamento è stato epocale e siamo solo agli inizi di un approccio diverso alla malattia oncologica.
 
“Sono stati compiuti passi da gigante nel campo della ricerca – spiega il presidente Esmo, Fortunato Ciardiello –. Oggi anche quando non è possibile arrivare alla guarigione, si riesce comunque in molti casi a cronicizzare la malattia, con pazienti che possono condurre una vita normale anche per molti anni. E questo riguarda tutte le principali forme tumorali, a partire dal seno, in cui ormai anche l’azione contro i carcinomi metastatici offre grandi risultati, del polmone, contro il quale proprio a questo congresso vengono presentate due novità straordinarie, e del colon retto che resta il più diffuso sia negli uomini che per le donne. Servono anche e soprattutto prevenzione e informazione sui temi oncologici e sulla ricerca scientifica. E su prevenzione e informazione, sulle storie di chi fa ricerca e di chi è guarito dopo una lunga battaglia, si occuperà Esmo per l’Italia con la terza edizione di “Più Forti del Cancro”, che si terrà lunedì a Roma (Auditorium del Ministero della Salute, Lungotevere Ripa, ore 18), per l’occasione collegata via fibra proprio con il congresso di Madrid.
 
A Roma ci saranno il presidente di Komen Italia, l’oncologo Riccardo Masetti, e l’attrice Rosanna Banfi. A Madrid il presidente Ciardiello con le oncologhe Lucia del Mastro e Silvia Novello, e l’oncologo Daniele Santini. L’iniziativa è stata resa possibile da un grant educazionale di Pfizer, Roche, Merck e MSD.

 

Il seno
Grazie alla ricerca proprio per alcune forme metastatiche sono stati ottenuti successi impensabili fino a pochi anni fa. A partire dal carcinoma mammario metastatico: per dare un’idea dei numeri, le donne con la forma HR+/HER2 rappresentano la grande maggioranza (63%) di tutti i casi di cancro al seno. “Il nuovo standard per la cura di questa forma è rappresentata dalla combinazione di un inibitore dell’aromatasi in associazione con una classe chiamata inibitori delle cicline – spiega Lucia Del Mastro oncologa presso la Brest Unit dell’Ospedale IRCCS San Martino di Genova –. I dati presentati a Esmo, confermano l’efficacia e la tollerabilità di Palbociclib, incrementando la possibilità di controllare il tumore della mammella metastatico ormoni-responsivo pur continuando a garantire alle pazienti una buona qualità di vita”. 

 

Il polmone
I cambiamenti sono stati sostanziali anche nell’approccio al tumore polmonare. “Agli inizi della mia carriera – interviene Silvia Novello, professore ordinario di oncologia medica all’Università di Torino, ospedale San Luigi di Orbassano – la percezione era che questa forma fosse davvero incurabile. Oggi, certo, rimane un ‘big killer’ (è la prima causa di morte da neoplasia solida a livello mondiale e spesso viene diagnosticato in fase avanzata), ma, anche in questo caso, i progressi sono stati tali da permettere oggi ad alcuni pazienti una migliore sopravvivenza, anche in quelli con forme complesse e particolari come alcuni tumori NSCLC (la forma cosiddetta ‘non a piccole cellule’) ALK-positivi”. Si tratta del 5 per cento del totale dei tumori NSCLC, e la loro caratteristica è di avere un riarrangiamento genetico, che ha causato la fusione del gene ALK con un altro gene.  “In questi casi il rischio è dato dalle metastasi cerebrali, evento che si verifica in un paziente su tre – continua la professoressa Novello –. Lo studio ALEX ha dimostrato che con una nuova molecola, alectinib, si ottiene una riduzione della progressione della malattia a livello cerebrale, con maggiore efficacia rispetto alla terapia standard e una migliore tollerabilità”.

 

Sempre nel tumore del polmone si conferma l’efficacia in prima linea di pembrolizumab, con l’aggiornamento dei risultati dello studio di fase II KEYNOTE-021G, che riguardano pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso, con o senza espressione PD-L1, in prima linea di trattamento. La combinazione della molecola immunoterapica con la chemioterapia (pemetrexed e carboplatino) evidenzia miglioramenti significativi dei risultati osservati nelle precedenti analisi, incluso un incremento sia nel tasso di risposta obiettiva (ORR) che nella sopravvivenza libera da progressione di malattia (PFS), rispetto alla sola chemioterapia. Con una mediana di 18.7 mesi di follow-up, più della metà dei pazienti nel braccio di combinazione con pembrolizumab hanno risposto alla terapia rispetto a circa un terzo nel braccio con pemetrexed + carboplatino. “In una patologia come il tumore polmonare in stadio avanzato – conclude la prof.ssa Novello – avere una conferma di superiorità di efficacia a più di 18 mesi è un risultato indubbiamente importante”.

 

Il colon retto
Infine, non si può evitare di citare l’altro grande ‘big killer’ dei tempi moderni: il cancro del colon retto. Anche qui, i progressi sono stati grandiosi, soprattutto nell’ambito della malattia metastatica. Fino a 10-15 anni fa, infatti, i pazienti avevano una sopravvivenza al massimo di 18 mesi. Oggi, molti pazienti convivono con una forma cronicizzata: al momento sono piccoli numeri, certo, ma che man mano stanno aumentando. 
“La ricerca ha compiuto passi da gigante – afferma Daniele Santini, professore ordinario di oncologia medica, università Campus Biomedico di Roma –. Lo vediamo con i cosiddetti anti EGFR che, associati alla chemioterapia, permettono di ottenere un grande vantaggio in termini di sopravvivenza. Inoltre, noi oncologi ci aspettiamo molto dalle tecniche di diagnostica molecolare e in particolare dalla biopsia liquida che sta diventando sempre più uno strumento utile per aggiornare o modificare le cure in corso”.

 

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.