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Gli italiani dormono poco: 54% contro il 66% degli altri Paesi. Indagine internazionale GFK sulla salute

Un Italiano su due adotta uno stile di vita salutare, una percentuale minore rispetto alla media mondiale. Nel paese della famosa dieta mediterranea solo l’alimentazione è allineata agli standard: il 59% degli italiani (e della popolazione globale) è attento a mettere in tavola alimenti salutari e bilanciati.

Pigrizia o ritmi di vita troppo intensi invece paiono penalizzare l’attività fisica, praticata regolarmente dal 53% degli abitanti del Bel Paese (contro una media mondiale del 57%). Ma è il sonno quello di cui siamo più carenti: è ottimale solo per il 54% contro il 66% del resto del globo.

Sono i risultati emersi da un’indagine condotta da GfK su oltre 28mila persone di 23 nazioni. A livello globale un riposo appagante pare essere il primo dei pensieri, in particolare per le donne (69%), più che per gli uomini (63%). I più soddisfatti delle loro notti sono gli indonesiani, gli indiani e i cinesi (rispettivamente 85%, il 77% e il 73% dichiarano di dormire in modo sufficiente), i meno contenti i polacchi e i russi (51% e 52%). Al secondo posto tra le prorità della popolazione del pianeta è l’alimentazione, ritenuta nutrient e sana dal 59% (le donne le più attente con un 63% contro 56%) con India, Indonesia e Messico i paesi più virtuosi (79%, 74% e 69%). Il terzo podio viene conquistato dall’esercizio fisico, ritenuto regolare dal 57% degli intervistati (in questo caso gli uomini superano il gentil sesso con 60% contro 54%).

Le popolazioni più “ginniche” sono quelle messicane (68%), cinesi (67%), canadesi e australiane (61%). Interessante anche la distinzione tra genitori e non: avere dei figli stimola nel complesso uno stile di vita più salutare sia per quanto riguarda la qualità del riposo che per quella del cibo. Tra le altre priorità dell’essere umano al quarto posto l’igiene orale (54%), al quinto il tempo speso con famiglia, amici e animali (53%), al sesto l’uso di prodotti di bellezza o per la cute(38%). Da sottolineare che, in un mondo dove il ritmo di vita e la tecnologia corrono sempre più velocemente, solo il 22% ritiene di prendersi un break sufficiente.

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