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Giornata mondiale dell’ Epatite: la strategia del "trattare tutti" ha un rapporto costi-benefici favorevole

di Stefano Vella, presidente AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)

Ridurre drasticamente l’impatto dell’Epatite C entro il 2030. E’ questo uno degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dalle Nazioni Unite nel 2016.

Fa piacere nella Giornata Mondiale contro l’Epatite poter parlare di uno studio italiano estremamente importante per indirizzare le politiche sanitarie al conseguimento di questo obiettivo. Sono, infatti, più di 8,5 milioni i cittadini europei affetti da epatite B ed Epatite C croniche, secondo i dati dell’ECDC (il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie). Sono dati probabilmente sottostimati ma fare in modo che questa malattia non sia più un problema per la salute pubblica è possibile e auspicabile attraverso la politica del "trattare tutti" garantendo un più ampio accesso ai farmaci.

Questa strategia, esaminata in un studio dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato sulla rivista Hepatology, cha ha coinvolto 100 centri clinici italiani, ha valutato quali sarebbero i benefici e i costi di un trattamento "universale" di tutti i pazienti e non solo dei pazienti "prioritizzati", ovvero con malattia avanzata del fegato. È vero che l’Italia, rispetto al resto d’Europa, ha un numero più elevato di persone infettate dal virus dell’Epatite C. Ma se estendessimo il numero dei pazienti da trattare, tenendo presente che i prezzi dei nuovi farmaci inevitabilmente caleranno, lo studio dimostra che il Paese andrebbe a risparmiare. In altre parole, la strategia del "trattare tutti" ha un rapporto costi-benefici estremamente favorevole. In questo senso sono indirizzate le strategie sanitarie italiane: trattare tutti i pazienti con infezione cronica da HCV, proprio per gli importanti guadagni in termini di salute e per la parallela riduzione nel tempo dei costi sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Oggi, grazie a tutti questi progressi possiamo guardare con fiducia all’obiettivo dell’OMS di ridurre del 65% le morti correlate all’infezione da HCV e il trattamento di almeno l’80% dei pazienti con epatite cronica da HCV. Un obiettivo che si profila sostenibile. Farmaci innovativi come quelli di cui disponiamo oggi, che coniugano all’efficacia anche la sostenibilità, rappresentano il binomio ideale per affrontare questa importante sfida del futuro.

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