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Gastroenterologia: Prof. Alvaro (SIGE): "Il nuovo approdo della medicina di precisione e' la stratificazione del rischio"

Ha chiuso i battenti a Roma il Congresso nazionale delle malattie digestive organizzato dalla Federazioneitaliana delle società delle malattie dell’apparato digerente (FISMAD), giunto quest’anno alla 25 a edizione.

Il Congresso riunisce annualmente le tre più importanti Società scientifiche della specialità: l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti DigestiviOspedalieri (AIGO), la Società Italiana di Endoscopia Digestiva (SIED) e la Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE).

Ma per questo compleanno così importante, per la prima volta nella storia della FISMAD sono state coinvolte tutte le altre Società scientifiche gastro-enterologiche (AISF, AISP, IG-IBD, SIGEM, SIGENP) e non gastro- enterologiche (ADI, SICCR, SICO) che si occupano a vario titolo di malattie dell’apparato digerente e partecipano ai PDTA di tali patologie: circa 2 mila partecipanti che per tre giorni hanno letteralmente riempito le sale dell'Ergife.

Il programma di questa manifestazione tanto attesa da specialisti di tutta Italia ha affrontato numerosi temi di grande interesse per la comunità scientifica come quello della medicina di precisione, approccio che cerca di non basarsi su tassonomie legate ai sintomi per la cura, ma di impiegare invece trattamenti individualizzati, cui è stata dedicata una tavola rotonda.

“La medicina di precisione è considerata un approccio innovativo, ma nasce quasi un secolo fa, quando sono stati scoperti i gruppi sanguigni – spiega Domenico Alvaro, presidente SIGE – dopo questa prima pietra miliare, a dettare il passo è stata certamente l’oncologia, con nuovi farmaci in grado di colpire target a livello subcellulare indipendentemente dall’organo affetto dal tumore, e che hanno dato un forte impulso a tutta la medicina. Oggi il nuovo approdo della medicina di precisione è la stratificazione del rischio, che ci consente di prevedere l’andamento di una malattia cronica in un determinato paziente, e quindi di mettere in campo diverse strategie di sorveglianza. Questo avviene ad esempio nei pazienti con cirrosi epatica, malattia che ha varie sfaccettature e che in alcuni pazienti può portare all’encefalopatia epatica, in altri all’emorragia digestiva e in altri ancora all’epatocarcinoma. Riconoscere le tipologie di paziente al momento della diagnosi porta a elaborare diversi approcci preventivi anche se la malattia è una sola”. È stato inoltre ribadita la centralità dei gastroenterologi in campo nutrizionale: una corretta alimentazione non è solo la prima prevenzione contro numerose malattie degenerative e metaboliche, ma può addirittura divenire terapia, ad esempio per evitare il rischio malnutrizione nelle malattie croniche e neoplastiche.

“Probabilmente noi gastroenterologi abbiamo trascurato troppo a lungo l’alimentazione dei nostri pazienti – sottolinea Giuseppe Milazzo, presidente AIGO - Mi piace però pensare che oggi alcune abitudini e alcuni cibi vengano considerati armi del terzo millennio contro un gran numero di patologie. Sappiamo infatti che le malattie metaboliche saranno le malattie che incideranno di più in assoluto su malattie gastrointestinali e non solo, quindi dobbiamo prevenirle. Possiamo farlo educando a una corretta alimentazione sin dai primi anni di scuola, senza demonizzare nessun alimento in particolare (no alle campagne contro la carne rossa ad esempio) ma con la consapevolezza che ci sono cibi ‘buoni’ come l’olio d’oliva, il pesce azzurro e le verdure. Occorre insistere sul tema perché, ricordiamolo, un fil rouge lo collega ad un altro importantissimo argomento: la prevenzione primaria di gravi patologie anche oncologiche, come il cancro colo-rettale uno dei big killer dei nostri tempi”.

 

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