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FONDO VERDE PER IL CLIMA: 100 MILIONI DALLA SVIZZERA

Nel contesto della cooperazione internazionale la Svizzera rafforza il suo impegno per la protezione dell’ambiente nei Paesi in sviluppo. Il Consiglio federale ha deciso di partecipare alla capitalizzazione iniziale del Fondo verde per il clima o Green Climate Fund (GCF) con 100 milioni di dollari.

Oltre a essere particolarmente colpiti dalle conseguenze del cambiamento climatico, i Paesi in sviluppo non dispongono quasi mai dei mezzi necessari per investire efficacemente in misure di protezione climatica. Il nuovo Fondo verde per il clima (Green Climate Fund, GCF) intende sostenerli nell'affrontare le nuove sfide climatiche, finanziando ad esempio le iniziative di riduzione dei gas serra o di adeguamento climatico. Nei Paesi in sviluppo è inoltre prevista una stretta collaborazione con operatori pubblici e privati.

Il Consiglio federale ha deciso di versare un contributo di 100 milioni di dollari (circa 95 milioni di franchi) a favore del GCF, attingendo la somma dal credito multilaterale della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Il contributo sarà erogato a partire dal 2015 sotto forma di finanziamenti a fondo perso distribuiti su tre anni. La partecipazione della Svizzera è giustificata dal fatto che gli obiettivi e i campi d'intervento del fondo coincidono con la sua strategia di cooperazione internazionale e con i principi della politica ambientale mondiale. Per il nostro Paese è una priorità strategica contribuire a ridurre i rischi globali, tra cui quelli causati dal cambiamento climatico.

Grazie al contributo della Svizzera e a quello di altri donatori, il GCF potrà iniziare a essere operativo nel 2015. In effetti, durante la conferenza dei donatori tenutasi il 20 novembre 2014 a Berlino, diversi Stati, tra i quali la Svizzera, si sono ingaggiati a dotare il fondo di un capitale totale di 9,3 miliardi di dollari.

Le risorse del Green Climate Fund vengono impiegate conformemente alle decisioni del suo Consiglio esecutivo, composto da rappresentanti di Paesi industrializzati e in via di sviluppo. Dal 2012 ne fa parte anche la Svizzera, che può così esercitare il suo influsso sulle decisioni del GCF. Il nostro Paese punta soprattutto a promuovere la produzione pulita di energia, ridurre le emissioni di gas serra risultanti dal disboscamento delle foreste pluviali e proteggere fasce di popolazione o interi Paesi in via di sviluppo dai rischi delle catastrofi naturali dovute ai cambiamenti climatici.

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