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Fertility Day: 74% degli italiani preoccupato dal calo di natalità. Oltre 7 su 10 conoscono chi vive la genitorialità come un “vorrei, ma non posso”

Tra le polemiche innescate nei giorni scorsi per il tono e i contenuti di alcuni dei messaggi dell’iniziativa, si celebra il primo Fertility Day italiano. Clinica Eugin, leader europeo della Procreazione Medicalmente Assistita che ha inaugurato nel 2015 una propria sede a Modena, porta all’attenzione del dibattito sul tema un’inedita indagine realizzata da SWG, in cui si sondano le opinioni degli italiani rispetto al diventare genitori oggi: quali preoccupazioni, quali sfide, quali possibili soluzioni, incluse le opportunità oggi offerte dalla medicina a chi cerca un figlio e si trova a dover affrontare problemi di salute o di fertilità, anche conseguenti a scelte dettate da ragioni economiche, lavorative e sociali.
 
CALO DI NATALITA’: PREOCCUPA E TOCCA DA VICINO - “Il 74% degli italiani si dichiara preoccupato dal calo di natalità e ne teme gli effetti.” – afferma Guja Tacchi, SWG. Le principali preoccupazioni si riversano su aspetti quali: invecchiamento della società e mancanza di ricambio generazionale (40%), natalità italiana inferiore a quella di altre nazionalità (18%)assenza di un futuro per il Paese, di cui i giovani sono il motore (17%), impatto sulla sostenibilità del welfare nazionale e familiare (il 16% si chiede chi pagherà le tasse e le pensioni nei prossimi decenni, mentre il 15% vede a rischio la stabilità economica del nucleo familiare). La difficoltà a diventare genitori riguarda da vicino ben il 76% degli intervistati, che, all’interno della propria cerchia familiare o di amicizie, dichiara di conoscere persone per cui la genitorialità è un desiderio difficile da realizzare” – continua Guja Tacchi.
 
POCHI FIGLI E IN ETA’ AVANZATA: PERCHE? – Ad essere ritenuti responsabili di questa situazione sono: la scarsa stabilità economica che oggi i giovani possono garantire ad un figlio (per il 74% del campione), un mercato del lavoro che non incentiva (57%) e uno Stato che offre scarse agevolazioni (37%). 
 
LE OPPORTUNITA’ OFFERTE DALLA PMA – Il 73% degli intervistati riconosce, come diretta conseguenza dell’avere figli in età avanzata, un maggiore ricorso a interventi medici specializzati e il 41% vede la necessità di andare all’estero per trovare l’eccellenza in questo campo. “In qualità di leader europeo della Procreazione Assistita, Clinica Eugin è lieta di poter contribuire oggi ad un momento di dibattito pubblico e sensibilizzazione in Italia sul tema della genitorialità e della fertilità nella società moderna e su come la medicina possa offrire un aiuto  - afferma la Dott.ssa Rita Vassena, Direttrice Scientifica Eugin Group. “Grazie alla nostra sede di Modena abbiamo erogato dal 2015 ad oggi circa 200 trattamenti e ci auguriamo di poter mettere al servizio di tante altre coppie e donne italiane alla ricerca della maternità la nostra comprovata esperienza, maturata in oltre 16 anni di attività” – aggiunge il Prof. Antonio La Marca, esperto in Medicina della Riproduzione, Eugin Modena.
 
A confermare un interesse e un’apertura crescenti verso le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita nel nostri Paese è anche la ricerca SWG. Confrontando la fotografia scattata da una precedente indagine condotta sempre per Eugin, si riscontra, infatti, che: il 70%degli italiani prenderebbe in considerazione questa opportunità (era il 68% nel 2015), il 27% (rispetto al 23% nel 2015) ne ha già avuto esperienza diretta, personale o tramite familiari/amici, e aumentano le percentuali di chi la riconosce come un diritto per coppie con fertilità conclamata sia femminile che maschile (82% nel 2016 rispetto al 77% nel 2015) e in caso di gravi malattie trasmissibili(74% oggi, contro il 63% nel 2015). 
CLINICA EUGIN
Il gruppo Eugin vanta più 16 anni di esperienza nella Riproduzione Assistita, ogni anno esegue oltre 13.000 trattamenti nella sua sede di Barcellona. Nel giugno del 2015 Eugin ha aperto una nuova clinica a Modena dove ha realizzato finora più di 200 trattamenti che si stima diventeranno più di 1.000 entro la fine del 2016.
 

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