IT   EN

Ultimi tweet

FederAnziani: Stop allo 'zapping' farmaceutico sulla scelta della terapia

FederAnziani dice basta all’attuale modo di gestire i farmaci. Gli over 65, che rappresentano il 66% dei consumatori di farmaci, sono anche i più esposti allo zapping farmaceutico e coloro che maggiormente subiscono i disagi della distribuzione diretta, con pesanti ricadute in termini di salute e aggravio di costi per i cittadini e il SSN.

Secondo FederAnziani, la federazione delle associazioni della terza età, per uscire da questo ginepraio occorrono 4 azioni:

1.   Occorre una immediata modifica del comma 11 bis dell’art. 15 del dl 95/2012 convertita in legge n.135 del 7/08/2012 con la quale il medico sia tenuto ad indicare il nome del farmaco “branded” nel caso dell’originator o, nel caso del generico, il nome del principio attivo seguito dal nome dell’azienda che lo produce. Solo così, infatti, è possibile azzerare lo zapping farmaceutico, restituendo al tempo stesso al medico il suo ruolo come unico responsabile della continuità del percorso terapeutico. Tale richiesta è motivata dai dati dei Registri della Salute di FederAnziani, dai quali emerge che ad un paziente su 3, nel corso dell’ultimo anno, è stato sostituito il farmaco abituale e la metà di questi ha subìto ulteriori sostituzioni.

Alla domanda se questo “zapping” abbia prodotto problemi ha risposto affermativamente un intervistato su 5. Tale proposta, lungi dal comportare ulteriori costi per il sistema sanitario nazionale, visto che il farmaco è rimborsato al prezzo dell’equivalente, può generare piuttosto dei risparmi, evitando la perdita di aderenza alla terapia oltre a potenziali reazioni avverse e ricoveri impropri.

2.  FederAnziani, inoltre, dice basta alla distribuzione diretta, che crea cittadini di serie A e di serie B, costringendo i pazienti più fragili a un grande dispendio di tempo e denaro per ritirare i farmaci nelle farmacie ospedaliere. Da un’indagine del Centro Studi SIC di FederAnziani risulta che il 67% degli intervistati considera un disagio recarsi in ospedale a ritirare i farmaci, a causa della distanza; il 51% è costretto ogni volta a chiedere a qualcuno di accompagnarlo all’ospedale o alla Asl; il 36% dichiara di non riuscire a seguire correttamente la terapia perché non trova il tempo di recarsi in ospedale o alla Asl.

Il 97%, infine, dichiara che preferirebbe avere la possibilità di ritirare il farmaco direttamente in farmacia. Continuando così minacciamo il principale alleato del paziente sul territorio, assieme al medico di famiglia, ovvero la farmacia, che spesso, come nel caso delle oltre 6.000 farmacie rurali, è il primo se non addirittura l’unico presidio sanitario al quale il cittadino possa rivolgersi.

 

3.  Occorre, pertanto, valorizzare il ruolo delle farmacie nella dispensazione dei farmaci, compresi quelli innovativi, perché possono dare capillarità alla distribuzione.

4.  Ci aspettiamo, infine, che le aziende produttrici di farmaci equivalenti si impegnino nell’attività di formazione e potenziamento di reti di informatori scientifici del farmaco che siano in grado di far conoscere le caratteristiche dei loro prodotti a Medici di Medicina Generale e specialisti.

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.