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Fecondazione eterologa, Regione Lombardia: necessaria una legge

"Regione Lombardia ritiene necessario che, sul tema della fecondazione eterologa, ci sia un pronunciamento in tempi rapidi da parte del Parlamento, che deve stabilire norme chiare e precise, in modo da superare l'attuale fase di incertezza. In questo senso, Regione Lombardia considera prioritario e indispensabile garantire la massima tutela agli embrioni e alle donne". E' quanto si legge in una Nota dell'Assessorato alla Salute della Regione Lombardia.

 

DECISIONE DELLA CONSULTA SU LEGGE 40 - La Legge 40 del 2004 escludeva la possibilità di ricorrere alla fecondazione eterologa. La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo questo divieto. Il decreto del ministro della Sanità, che avrebbe dovuto fissare le regole su questa materia, è stato sospeso nei giorni scorsi e la decisione è stata rinviata al lavoro del Parlamento.

 

EVITARE UN SECONDO 'CASO STAMINA' - "Una legge che disciplini la materia è indispensabile - prosegue la Nota - per evitare il rischio che si verifichi un secondo 'caso Stamina' e che ci siano nuovamente incertezza legislativa e conflitti tra Istituzioni. La deregulation su questa materia è inaccettabile e, allo stesso tempo, non appaiono condivisibili le fughe in avanti. In assenza di norme puntuali, il pericolo è infatti quello di veder prevalere logiche diverse da quelle della sicurezza e della tutela di tutti i soggetti coinvolti".

 

REGOLAMENTO TRANSITORIO - "In caso di ritardi o mancate decisioni da parte del Parlamento - conclude la Nota - Regione Lombardia è disponibile a valutare l'eventuale emanazione di atti di governo transitori, per offrire alle strutture lombarde norme e protocolli definiti".

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