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Farmaci in eta' pediatrica, il Rapporto Osmed visto dalla FIMP

Anche se il costo dei farmaci di uso pediatrico fa registrare una diminuzione, in Italia consumi e spesa farmaceutica sono in lieve aumento. A segnalare questo dato è il Rapporto Osmed su “L’uso dei farmaci in Italia”, presentato dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

 

La fotografia dei consumi del 2013 scattata dall’Osservatorio sull’impiego dei medicinali ci segnala che nei bambini della fascia di età 0-4 anni, la prevalenza d’uso è superiore alla fascia di età 15-44 anni. Oltre ai consumi (1,7 dosi al giorno la media nel nostro paese) anche la spesa farmaceutica totale, pubblica e privata, è complessivamente in aumento ed è arrivata a 26,1 miliardi di euro, facendo segnare globalmente un +2,3% rispetto al 2012. Il 70,4% del costo , spiega il Rapporto Osmed, è stato a carico del Ssn, anche se l’incidenza per la pediatria della spesa farmaceutica territoriale sulla spesa totale è bassa (2,16%, tra 0 e 14 anni). Importanti le parole del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha ribadito come “anche in funzione di questi dati dobbiamo dedicare la giusta attenzione e risorse all'appropriatezza d'uso dei medicinali e al monitoraggio delle reazioni avverse ai farmaci”. Nonostante le campagne intraprese dalla stessa Aifa, cresce , infatti, il consumo e l'inappropriatezza prescrittiva per quanto riguarda alcune categorie di farmaci, in particolare gli antibiotici.

Come osservato anche dal direttore generale dell’Aifa, Luca Pani, “alcuni scenari clinici non giustificano l'uso di antibiotici. Le infezioni alle vie respiratorie, per esempio, hanno per oltre l'80% dei casi una causa virale e non batterica e quindi gli antibiotici non sono efficaci per trattarle”. La maggiore spesa sul territorio per l’età pediatrica è tuttavia nella categoria antimicrobici (la 5° più prescritta in tutte le età). Il 41% della popolazione tra 0 e 4 anni riceve al meno una prescrizione di antibiotico durante l’anno, ma esistono significative differenze tra le prescrizioni nelle diverse aree geografiche (maggiori consumi al Sud).

Il profilo dei consumi di farmaci in età pediatrica registra anche un altro fenomeno a rischio di inappropriatezza: il 28% dei bambini tra 0 e 4 anni riceve almeno un farmaco per l’apparato respiratorio con un incremento dei consumi del 1,1% rispetto all’anno precedente. Il 15% riceve un preparato ormonale, rappresentato in primo luogo da glucocorticoidi e secondariamente da ormoni tiroidei utilizzati per il precoce trattamento dell’ipotiroidismo subclinico. Il primo principio attivo prescritto in Italia, per tutte le fasce di età, è il Paracetamolo (in Austria e Germania è al 36 e 53 posto rispettivamente) . Una nota positiva è il trend in crescita dell’uso di vaccini che registrano complessivamente un + 13,7%. L’aumento è dovuto soprattutto alla commercializzazione di nuovi vaccini per l’età pediatrica tra cui antimeningococco e antivaricella, il cui costo è, finora, sostenuto per lo più dalla spesa privata. In preoccupante calo (-8%) il vaccino antipapillomavirus, su cui sarebbe necessario promuovere attività di promozione e counseling. La sicurezza dei vaccini è stata ribadita dai dati del rapporto di farmacovigilanza: a fronte di un aumento di segnalazioni di eventi avversi a farmaci del 47%, rimane stabile il numero di segnalazioni riguardanti i vaccini. Resta tuttavia aperto il problema, già segnalato da FIMP, della disponibilità di farmaci registrati in formulazioni pediatriche, su cui il direttore dell’Aifa, ha auspicato si possano realizzare studi clinici attraverso campagne di sensibilizzazione della popolazione.

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