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Evoluzione della popolazione in Svizzera 2015-2045. Aumento dei residenti per le migrazioni

L’evoluzione futura della popolazione dipenderà dall’evoluzione del contesto socio-economico e politico in Svizzera. Sulla base delle ipotesi preparate in collaborazione con degli esperti dell'amministrazione federale, l'Ufficio federale di statistica (UST) ha calcolato una nuova serie di scenari.

Se tali ipotesi si realizzassero, nei prossimi 30 anni, secondo lo scenario di riferimento, la popolazione svizzera continuerà a crescere passando dagli 8,2 milioni di residenti permanenti registrati a fine 2014 a 10,2 milioni nel 2045. L'aumento sarà dovuto in gran parte alle migrazioni e in misura minore all'eccedente di nascite rispetto ai decessi. L’invecchiamento demografico si accelererà e sarà considerevole nel corso del periodo considerato. L'evoluzione del contesto socio-economico e politico in Svizzera determinerà in gran parte l'evoluzione futura della popolazione del Paese.

Poichè il numero di nascite è relativamente stabile e quello di decessi aumenta, la crescita naturale inciderà poco sulla crescita della popolazione. Nei prossimi decenni il principale fattore di evoluzione demografica saranno le migrazioni.

Ma l'andamento delle migrazioni dipende in ampia misura dall'evoluzione economica e dalle leggi che le regolano. A seconda della congiuntura economica e del quadro legislativo, la crescita demografica potrebbe essere più o meno marcata. Sulla base di ipotesi relative a tale contesto e ai fattori demografici, l'UST ha calcolato una nuova serie di scenari dell'evoluzione futura della popolazione per il periodo 2015-2045. Se le ipotesi dello scenario di riferimento si verificassero, la popolazione passerebbe da 8,2 milioni di persone nel 2014 a 9,5 milioni nel 2030 e a 10,2 milioni nel 2045, con una crescita annua media dello 0,7%.

Oltre l'80% della crescita sarà dovuta alle migrazioni, che avranno anche un effetto indiretto sulla crescita natuale nella misura in cui faranno crescere il numero di donne in età di avere figli aumentando perciò in modo non trascurabile il numero delle nascite. Lo scenario di riferimento suppone un lieve aumento della fecondità, un aumento della speranza di vita secondo le tendenze osservate negli ultimi anni e migrazioni vicine ai livelli medi osservati nel corso dell'ultimo decennio. Secondo lo scenario "alto", che presuppone un saldo migratorio più elevato, un forte aumento della fecondità ed una rapida progressione della speranza di vita, la crescita demografica sarà più pronunciata e la popolazione aumenterà fino a raggiungere gli 11 milioni di persone nel 2045. Lo scenario "basso”, con un saldo migratorio un po' più basso, una fecondità stabile ai livelli attuali e speranza di vita in aumento più lento, conduce ad una crescita meno marcata. Il numero di residenti permanenti si eleverà a 9,4 milioni nel 2045.

Nei prossimi anni, indipendentemente dallo scenario, l'invecchiamento della popolazione, ovvero l'aumento della proporzione di popolazione anziana, sarà marcato e rapido. A seconda dello scenario di riferimento, la popolazione da 0 a 19 anni e da 20 a 64 aumenterà di poco. La popolazione residente da 0 a 19 anni passerà tra il 2014 e il 2045 da 1,7 a 1,9 milioni, facendo registrare un incremento del 14% e quella da 20 a 64 anni passerà da 5,1 a 5,6 milioni, pari ad una crescita del 9%. Per contro, l’incremento sarà molto forte (circa dell'84%) per la popolazione di 65 anni e più. Tra il 2020 e il 2035, infatti, le generazioni più numerose del baby-boom raggiungeranno progressivamente la terza età. La crescita marcata del numero di persone di età pari o superiore ai 65 anni nel prossimo trentennio non sarà dovuto solo a un numero sempre maggiore di persone che raggiungono l'età del pensionamento, ma anche alla speranza di vita sempre più elevata di questa fascia di persone.

La Svizzera del 2045, secondo lo scenario di riferimento conterà 2,7 milioni di persone di 65 anni o più, contro 1,5 milioni alla fine del 2014. Secondo lo scenario di riferimento la popolazione attiva aumenterà dell'11% entro il 2045, raggiungendo i 5,3 milioni di persone. L'incremento della popolazione attiva risulta maggiore se espresso in termini di equivalenti a tempo pieno (+13% a 4,6 milioni), il che è parzialmente spiegabile con la presenza di gradi occupazionali più elevati tra le donne. Secondo lo scenario "alto" entro il 2045 ci si attende a un continuo aumento delle persone attive fino a 6 milioni (+24%); nel caso dello scenario "basso", il numero di persone attive crescerà dell'1% entro il 2020 per poi calare di nuovo lievemente fino al 2045 (4,7 milioni; -2% rispetto al 2014). L'invecchiamento demografico risulta da un forte incremento del numero di persone di età pari o superiore ai 65 anni rapportato alla popolazione attiva.

Nel 2014, tra le persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni ne sono state registrate 33 di 65 anni e più. Secondo lo scenario di riferimento, entro il 2045 questo valore salirà a 56 persone (scenario "alto": 53; scenario "basso": 59). Secondo lo scenario di riferimento dell'UST, la percentuale di diplomati del grado terziario (scuole universitarie e formazione professionale superiore) sulla popolazione compresa tra i 25 e i 64 anni dovrebbe continuare ad aumentare nettamente e passare dal 40% del 2014 al 50% del 2027, per raggiungere il 56-57% verso il 2040. Secondo lo scenario "alto", il limite del 50% di diplomati del grado terziario nella popolazione sarà superato nel 2023, mentre secondo lo scenario "basso" la soglia del 50% sarà raggiunta verso il 2035.

Il numero di diplomati del grado terziario sulla popolazione compresa tra i 25 e i 64 anni dovrebbe progredire di 800'000 unità entro il 2030 e raggiungere in quella data i 2,6 milioni di diplomati. Si stima che circa il 30% di tale aumento verrà dal saldo migratorio dei diplomati, ovvero dal "brain gain".

La percentuale di persone senza formazione post-obbligatoria dovrebbe diminuire indipendentemente dallo scenario, ma rimanere superiore al 10% fino approssimativamente al 2027 (12% nel 2014). Tra la popolazione di nazionalità straniera, questa proporzione dovrebbe scendere dal 25% del 2014 ad un livello inferiore al 20% entro i prossimi 10 anni.

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