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EPILESSIA, GUARITI SE IL MEDICO LO CERTIFICA. GIORNATA MONDIALE

"Il 13 febbraio 2017, Giornata Mondiale dell'Epilessia, l'AICE invierà una lettera a tutti gli onorevoli della 12 Commissione Affari Sociali affinchè si avvii l'esame della proposta di legge 1498 sull'epilessia. Ci batteremo fino all'ultimo per il? "pieno" ?riconoscimento della guarigione da epilessia"?.

? ?L?o afferma Giovanni Battista Pesce Presidente AICE, Associazione Italiana contro Epilessia. "Oggi si considera guarito chi non ha crisi da dieci anni,? una storica conquista AICE conseguita nel DLgs 59/2011?. Con l'approvazione del disegno di legge ci sarebbe il riconoscimento della guarigione a fronte della certificazione specialistica e non dopo dieci anni di assenza di crisi in assenza di terapie - afferma Pesce - Inoltre ci sarebbe il riconoscimento per le persone con epilessie farmacoresistenti di almeno il 46% d'invalidità per poter accedere almeno al collocamento mirato al lavoro (L. 68/99). Mentre da una parte a seguito di una crisi si perde comunemente l'idoneità alla guida e sul lavoro spesso si verificano incompatibilità e discriminazioni, dall'altra non si ha il minimo riconoscimento di una percentuale d'invalidità che ti possa far accedere alle agevolazioni inclusive per il lavoro e la mobilità.

Con l'approvazione della legge si avrebbe la tutela dalle discriminazioni e la previsione (Convenzione ONU sulla disabilità) di giusti accomodamenti sia nei casi di farmacoresistenza sia di remissione clinica (assenza di crisi in terapia) ove, in specie sul lavoro, il semplice dichiarare di assumere farmaci antiepilettici genera rifiuto"?.?

?"?Lamentarsi della discriminazione senza rimuoverne le cause è demagogico come il chiedersi perché le persone con epilessia, in specie chi controlla le crisi, preferisca nasconders?i ?- aggiunge Pesce ??- AICE, originatasi proprio il 14 febbraio del 1974, ha tre impegni che la caratterizzano: La rimozione dei disposti discriminanti e la promozione di misure inclusive le persone con epilessie; ?i?l sostegno alla ricerca per sconfiggere la farmacoresistenza che da un secolo stabilmente opprime circa il 40% delle persone affette da questa patologia e passare da farmaci sedanti a quelli curanti; la rivendicazione di una presa in cura sia per gli aspetti sanitari sia sociali della patologia?".?

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