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EOC: Una rete per i pazienti più fragili in Ticino

L’accesso alle cure sanitarie e la loro qualità non devono dipendere da fattori come la lingua, la religione, il sesso, l’età o le condizioni sociali ed economiche. Si poggia su questa convinzione la rete di ospedali svizzeri “Swiss Hospitals For Equity” (SH4E), di cui anche l’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) è appena entrato a far parte.

Gli ospedali membri della rete SH4E, che beneficia del supporto dell’Ufficio federale della Sanità pubblica, promuovono un accesso alle cure e ai trattamenti di qualità per tutti i pazienti, di qualsiasi origine, lingua o condizione socio-economica. Gli ospedali sottoscrivono una Carta vincolante che li impegna, tra l’altro, a nominare una persona di riferimento per seguire le popolazioni più fragili o a sensibilizzare e formare il personale a contatto con questi pazienti. Per l’EOC, l’Ospedale Regionale di Mendrisio (OBV) svolge il ruolo di ospedale di riferimento per la rete SH4E, di cui oggi fanno parte in Svizzera altri cinque ospedali universitari e tre cantonali.

La Carta firmata dall’EOC impegna la struttura ospedaliera pubblica in Ticino ad avviare misure e a dimostrare che al suo interno sono realizzate attività al fine di migliorare la qualità complessiva dell’assistenza. La Carta si riferisce, ad esempio, alle cure, alla formazione, all’offerta di interpretariato o al percorso dei pazienti, con particolare attenzione proprio ai pazienti più vulnerabili.

L’OBV figura in Svizzera tra le strutture sanitarie più sollecitate in ambito migratorio e già negli anni ’90 aveva svolto un ruolo chiave nella presa in carico dei profughi provenienti dai Balcani. La sua vicinanza con la frontiera meridionale del paese ne ha fatto un avamposto per i migranti malati che giungono in Svizzera da sud. Da agosto 2017, l’OBV dispone di una mediatrice culturale, unica figura professionale di questo tipo presente all’interno dell’EOC. In collaborazione con il servizio sociale si occupa dei pazienti migranti degenti e ambulatoriali e di altri pazienti residenti in Ticino particolarmente vulnerabili. Si dedica anche alla formazione e al sostegno del personale curante confrontato con i migranti, coordinando l’attività di interpretariato e di mediazione interculturale e fornisce consulenza alle altre sedi dell’EOC. Mantiene inoltre i contatti con il Centro di registrazione di Chiasso e con gli altri partner attivi sul territorio.

La rete degli «Swiss Hospitals for Equity» è frutto delle esperienze acquisite nell’ambito di un progetto dell’Ufficio federale della Sanità pubblica denominato «Migrant-Friendly Hospitals». In una prima fase erano stati selezionati cinque ospedali svizzeri per trasformarli in centri di eccellenza in grado di rispondere alle esigenze specifiche delle popolazioni migranti in Svizzera. Nel 2014, gli ospedali membri della rete hanno deciso di ribattezzare quest’ultima in «Swiss Hospitals for Equity», nell’intento di sottolineare l’importanza di fornire e garantire cure sanitarie di qualità a tutti i pazienti fragili, non solo ai migranti.
 

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