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È ARRIVATA LA STAGIONE DEI VIAGGI E DELLE ESCURSIONI ALL’ ARIA APERTA…MA ATTENZIONE AI MORSI DI ZECCA

Con l’arrivo della primavera e per tutto il successivo periodo estivo le giornate si allungano e la voglia di attività “open air” aumenta sempre di più, ma muoversi all’aria aperta può nascondere un rischio poco noto: il morso delle zecche. 

Questi parassiti costituiscono un’insidia sempre più frequente che può rivelarsi anche grave per la salute di adulti e bambini. Nel periodo che va da maggio ad ottobre aumenta il numero dei vacanzieri e dei viaggiatori che si recano in zone endemiche, dove è più facile venire a contatto con alcune malattie trasmesse dalle zecche.

“È stato ampiamente dimostrato che le zecche possono trasmettere diverse malattie, dalla borreliosi di Lyme, alla rickettsiosi, alla febbre ricorrente e molte malattie virali. La più seria è sicuramente l’encefalite da zecca o TBE - dichiara Alberto Tomasi, Direttore Area Funzionale Igiene Pubblica dell’Azienda Toscana Nord Ovest e Presidente SIMVIM (Società italiana Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni) - La diffusione delle zecche ha una spiegazione ambientale ed è correlata al forte cambiamento climatico degli ultimi anni e all’incremento della fauna selvatica che ha comportato il protrarsi dell’attività di questi parassiti dalla primavera all’autunno inoltrato e la colonizzazione di nuovi territori, anche prossimi alle aree urbane.”

Occorre fare molta attenzione se si è soliti praticare attività all’aria aperta come campeggio, trekking, ciclismo, arrampicata, pesca, caccia o la raccolta di funghi, o il semplice recarsi in aree boschive in molte delle destinazioni turistiche più popolari. Per essere contagiati è sufficiente, infatti, un singolo morso di zecca infetta. Negli ultimi 30 anni, il numero di casi di encefalite da zecca, una tra le più pericolose delle malattie trasmesse dal morso di zecca, è aumentato di quasi il 400% in tutte le regioni endemiche europee1. Parliamo di Austria, Germania, Svizzera, i paesi scandinavi e la regione balcanica. In Italia, le principali zone a rischio sono il Friuli Venezia Giulia, il Veneto ed il Trentino Alto Adige.

 

“Essere morsi da una zecca infetta è una possibilità tutt’altro che remota nelle aree boschive, soprattutto se umide, ombreggiate e ricche di vegetazione spontanea. Una immediata e corretta asportazione della zecca riduce fortemente il rischio di sviluppare una malattia, ma nel caso specifico dell’encefalite da zecca il virus si trasmette appena il parassita aderisce alla cute. Nessun allarmismo ovviamente ma occorre tanta prudenza, soprattutto nelle zone a rischio. – continua Tomasi. Fortunatamente la TBE si può prevenire attraverso una semplice vaccinazione, efficace e sicura. Si tratta di una profilassi consigliata ai villeggianti delle zone boschive e naturali, a chi pratica professioni a contatto con la natura, agli amanti del trekking e della campagna. È raccomandata a tutti coloro che si recano in molti paesi dell’Europa centrale ed orientale e nelle regioni del Nord-Est del nostro Paese dove l’encefalite è la più comune malattia trasmessa dalle zecche – conclude l’esperto.”

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) raccomandano la vaccinazione contro questa malattia alle persone che vivono o visitano frequentemente le aree endemiche[2]. Si tratta di una profilassi raccomandata anche in Italia, nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 ai residenti delle aree a rischio, a chi pratica professioni a contatto con la natura, ai villeggianti che si recano in zone boschive, prati e campi aperti, agli amanti del trekking e della campagna, sia adulti che bambini, in queste stesse aree.

L’encefalite da zecca, dovuta al morso di zecca infetta, si può manifestare con sintomi quali febbre, stanchezza, mal di testa, dolore muscolare e nausea. Nei casi più gravi, la malattia può coinvolgere il Sistema Nervoso Centrale e provocare sintomi neurologici a lungo termine e, in alcuni casi, anche la morte.

In aggiunta alla vaccinazione, è possibile adottare alcuni semplici accorgimenti:

  • utilizzare repellenti sulla pelle e sui vestiti (i repellenti specifici per abiti non devono essere usati anche sulla pelle) e indumenti protettivi che coprono braccia e gambe e che contribuiscono a evitare i morsi di zecca
  • dopo aver trascorso del tempo all’aria aperta, togliersi gli abiti prima di entrare in casa ed esporli alla luce del sole, oppure lavarli
  • rimuovere rapidamente le zecche con l'aiuto di pinzette

[1] Suss J. Tick-borne encephalitis in Europe and beyond - the epidemiological situation as of 2007. Euro Surveill. 2008;13(26):pii: 18916

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