IT   EN

Ultimi tweet

Diabete: “Dott. Google” è il vero medico di famiglia

Internet di gran lunga prima del medico di famiglia tra le fonti di informazione utilizzate dalle persone con diabete. Il 21% dichiara infatti di rivolgersi principalmente a “Dott. Google” per avere chiarimenti sulla propria malattia e solo il 9% chiede al proprio medico di medicina generale.

Al primo posto rimane comunque lo specialista, il diabetologo, per il 61% delle persone con diabete. È lo stesso medico a dichiarare che durante la visita capita che 1 persona con diabete su 6 riporti le informazioni cercate e ottenute tramite internet.

Questi alcuni dei dati emersi dal Diabetes Web Report 2015 presentato a Roma nel corso di un evento organizzato dal Diabetes Web Observatory Group, in collaborazione con Dipartimento di Medicina dei Servizi dell’Università di Roma Tor Vergata, Italian Barometer Diabetes Observatory IBDO Foundation, Medi-Pragma con il patrocinio di Ministero della Salute, Ministero dello Sviluppo Economico, Istituto Superiore di Sanità con il contributo non condizionato di Novo Nordisk e di Fiuggi.

“Lo scopo dell’indagine è quello di osservare, analizzare e studiare i comportamenti delle persone in rete in tema di salute, in particolare di coloro che hanno il diabete, dei medici e non solo, e comprendere il social web sentiment relativo alla malattia ossia misurare il polso delle persone con diabete che navigano la rete e i social network” dice Lucio Corsaro, Direttore generale Medi-Pragma. “La rilevazione campionaria è stata condotta su 810 medici di diverse specializzazioni che trattano il diabete, e 505 persone con diabete attraverso la somministrazione di questionario on line”.

I dati permettono di tracciare la fotografia della persona con diabete che utilizza internet: prevalentemente di sesso femminile, con un’età che va dai 31 ai 60 anni, con un titolo di studio superiore, per lo più lavoratrice dipendente, con diabete da più di 10 anni nel 21% dei casi e da più di 20 anni nel 31,9%. Gli argomenti più ricercati in rete riguardano nella metà dei casi i prodotti per la cura, seguite dall’alimentazione (49%), stile di vita (48%) e dalle attività delle associazioni (35%).

Il 44,2% delle persone con diabete naviga da 1 a 3 ore al giorno (8-21 ore a settimana); mentre il 28,5% più di 3 ore al giorno (più di 21 ore a settimana). Il tempo di utilizzo di internet è spartito tra la consultazione di siti web generici (60%), siti sul diabete (56%) e partecipazione a social network (55%), prediligendo la lettura di informazioni scritte da medici (30,8%) ma anche da altre persone con diabete (25,7%).

“In Italia internet viene utilizzato da oltre 30 milioni di persone secondo Audiweb Database, il 53,4% degli italiani dai 2 anni in su ed è lo strumento più utilizzato in assoluto per informarsi: per il 34% degli italiani i media online e i motori di ricerca sono la prima fonte consultata, anche in tema di salute” conclude Corsaro. Proprio nell’ambito della salute, come dimostrano le statistiche di Google Trend, il diabete è la patologia che registra il maggior numero di consultazioni su Google.

“Dott. Google si è inserito a pieno titolo nei percorsi compiuti dagli utenti nella ricerca autonoma di risposte ai propri quesiti inerenti il tema salute, un medico virtuale dalle innumerevoli specializzazioni al quale possono rivolgersi anche prima di recarsi dal proprio medico curante e i cui pareri vengono spesso discussi e messi a confronto con le indicazioni del medico ‘reale’” dice Ketty Vaccaro, Presidente del Diabetes Web Observatory Group e responsabile settore Welfare del Censis. “L’healthnauta infatti, grazie alle enormi potenzialità del web, accede autonomamente ad informazioni e racconti di storie di malattia e si può confrontare con altri che condividono la sua stessa condizione, emotiva e di salute. Accanto ai medici, finora unici decisori delle scelte terapeutiche per i propri pazienti, oggi si affacciano altri influenzatori on line non sempre noti, che possono essere altri medici o esperti, sulla cui affidabilità peraltro non di rado mancano riscontri, ma sono spesso anche persone comuni e altri pazienti, con un ruolo di informazione e confronto che modifica sostanzialmente la tradizionale relazione biunivoca e asimmetrica tra medico e paziente. Nella ricerca di informazioni e soluzioni autogestite, poi, potrebbe avere un peso anche la difficoltà economica di molti italiani ad accedere alle cure sanitarie a causa della diminuzione di risorse pubbliche disponibili per la sanità”.

Ma cosa pensa il medico dell’utilizzo di internet per cercare informazioni sul diabete? Sempre in base all’indagine, l’opinione del medico su questa tendenza è generalmente positiva: per quasi 6 medici su 10 internet può essere utile, ma è indispensabile il supporto di un professionista. Il 26% dichiara comunque una crescente diffidenza nei confronti di questo tipo di ricerca per l’elevato rischio di confusione che può indurre e solo il 16% lo considera uno strumento molto utile per migliorare lo stile di vita.

“Non sempre la persona che si informa su internet ha gli strumenti critici per una decodifica essenziale” prosegue Vaccaro. “Può capitare in alcuni casi che il paziente sia emotivamente coinvolto e tenda a dare ascolto alle spiegazioni più preoccupanti dei propri sintomi, passando dalla lettura delle informazioni, all’autodiagnosi e perfino all’autoterapia. Oppure costruisca certezze infondate, magari diffondendole on line attraverso i social media, senza richiedere pareri più esperti; aspetto ancora più rischioso per il popolo di internet. Non tutto quello che è riportato sulla rete è affidabile, per questo, quando si tratta di ricercare informazioni sulla salute e in particolare sul diabete, il parere del medico è fondamentale” conclude.                           

“Potremmo definire il Diabetes Web Observatory Group come un ‘gruppo d’ascolto’ che, con il Diabetes Web Report 2015, si propone di valutare il fenomeno e di promuovere una riflessione sul comportamento delle persone con diabete on line. È sostenuto da IBDO Foundation, che ha tra i suoi obiettivi costitutivi la conoscenza, la misurazione dell’ampiezza e della portata e il monitoraggio del trend di tutti gli aspetti che riguardano la malattia diabetica, perché anche questo è uno strumento utile ad affrontare e cercare di vincere la sfida che questa malattia pone alla società”, dichiara Renato Lauro, Presidente IBDO Foundation.

Per scaricare l’abstract del Diabetes Web Report 2015 cliccare QUI

Il documento completo sarà pubblicato a Gennaio su www.ibdo.it

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.