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DIABETE: 2 SU 3 NON PRATICANO ATTIVITA' FISICA. AL VIA CAMPAGNA INFORMATIVA. TEST MATCH DI RUGBY ITALIA-ARGENTINA

Diabete e sport: un connubio possibile, anzi vitale, per gli oltre 4 milioni di italiani che convivono con la malattia. In occasione del Test Match di Rugby Italia vs Argentina, Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici (A.N.I.A.D.) e Federazione Italiana Rugby (F.I.R.) presentano la campagna “Diabete: LIBERI di vincerlo - Alleniamoci a farlo!”.

L’iniziativa di sensibilizzazione nasce dalla certezza che il diabete non deve essere considerato un limite nella pratica di un'attività sportiva e in generale nella vita. Eppure ancora oggi, secondo gli ultimi dati Istat, la maggioranza delle persone con diabete over45 (il 64%) non pratica alcuna attività fisica e uno su quattro è obeso (il 26%).

La campagna che prende il via oggi allo Stadio Franchi di Firenze, prevede la distribuzione di un vademecum dove i diabetici potranno trovare una miniera di informazioni per praticare attività fisica e sportiva in sicurezza, disponibile anche online su www.aniad.org. Nei prossimi mesi la campagna arriverà in alcune piazze italiane per avvicinare alla pratica sportiva le persone con diabete. Le tappe saranno annunciate sul sito ANIAD e sui social network.

“Siamo convinti che anche attraverso lo Sport si completa la piena integrazione della persona con diabete nel contesto sociale. – dichiara Marcello Grussu, Presidente Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici - Gli atleti diabetici possono ricavare importanti benefici per la propria salute e, attraverso il loro esempio, possono svolgere un ruolo importante nell’incoraggiare tutta la popolazione a fare più esercizio fisico. Il vademecum scritto dagli esperti ANIAD contiene tutti gli aspetti che una persona con diabete deve tenere in considerazione per praticare attività fisica e sportiva in sicurezza.”

“Sport è sinonimo di salute, di benessere psicofisico, di capacità di interagire efficacemente con il prossimo ed in questo senso il rugby, sport sociale per eccellenza, possiede tutte le caratteristiche per agevolare, coinvolgere e trattenere tutti quegli sportivi che, affetti da una forma di diabete, desiderino confrontarsi con la nostra disciplina. Uno sport capace come nessun altro di unire, oltre le diversità.” Afferma Alfredo Gavazzi, Presidente Federazione Italiana Rugby.

Il diabete non ostacola in alcun modo le varie possibilità offerte quotidianamente dalla vita, va soltanto controllato attentamente.

“I diabetici che praticano attività sportive sono sempre più numerosi con performance che non hanno nulla da invidiare ai non diabetici. – dichiara il prof. Gerardo Corigliano, Fondatore e Past President A.N.I.A.D. - Naturalmente è importante rispettare alcuni accorgimenti e controllare sempre i valori della glicemia prima, durante (se l’allenamento è molto lungo) e dopo l’esercizio fisico. In collaborazione con il proprio diabetologo, è possibile mettere a punto il programma insulinico e alimentare più adatto e imparare a migliorare la capacità di autocontrollo della malattia, anche attraverso i nuovi sistemi di monitoraggio della glicemia sempre più hi-tech.”

Per un’atleta che ogni giorno deve fare iniezioni di insulina e misurare la glicemia, infatti, la vita può essere complicata. Oltre a un costante lavoro multidisciplinare a valenza educazionale e terapeutica, oggi per loro sono disponibili nuovi sistemi di monitoraggio che liberano dalla necessità di pungere il dito particolarmente adatti allo sportivo - il FreeStyle Libre di Abbott - grazie ai quali è possibile condurre una vita normale e senza limiti e magari ottenere risultati sportivi di rilievo.

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