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Depressione: diagnosi pregresse predicono il rischio di ammalarsi durante il trattamento per la fertilita'

"Una storia passata di disturbo depressivo maggiore è un forte indicatore della maggior probabilità di svilupparla nuovamente durante il trattamento per la fertilità", ha detto Sarah Holley, docente di psicologia presso la San Francisco State University, e autrice di uno studio su questo nuovo fattore di rischio, in pubblicazione sulla rivista Fertility and Sterility di maggio.

Il disturbo depressivo maggiore (MDD) è una patologia ricorrente che può emergere durante eventi stressanti della vita. La diagnosi di MDD avviene quando, per due settimane, il paziente lamenta di sentirsi depresso o privo di interesse o piacere, e a questo si aggiungono altri sintomi come disturbi del sonno o dell’appetito, sensi di colpa, indecisione e pensieri suicidi. La malattia può portarsi a isolarsi da amici e familiari, a perdere il lavoro, e perfino alla decisione di togliersi la vita.

Questo è stato il primo studio a valutare la reale correlazione tra MDD e i pazienti in terapia per la fertilità, e a far emergere l’importanza della storia clinica come indicatore di possibile ricaduta.

I ricercatori hanno esaminato 174 donne e 144 partner maschili, che hanno affrontato senza successo il trattamento per la fertilità e hanno scoperto che il 39,1% delle donne e il 15,3% degli uomini sono rientrati nei criteri per l’MDD nel corso dei 18 mesi dello studio, tassi ben più alti di quelli di diffusione nazionale negli USA, rispettivamente di 8,4% e 5,2%.

Pazienti in trattamento per la fertilità e i loro partner hanno cioè molte più probabilità di sperimentare il MDD rispetto alla popolazione generale, e dovrebbe essere presa in considerazione una pregressa diagnosi di MDD prima di procedere con tali terapie.

“Sebbene possano essere di utilità nell’anamnesi, la conoscenza di emozioni quali il sentirsi giù di morale o l’ansia, i nostri studi indicano che una MDD pregressa sia un indicatore più forte e suggeriscono l’opportunità di includerlo nello screening pretrattamento”, ha spiegato Holley. Questo consentirebbe di organizzare un’assistenza o supporto più mirato per le persone più a rischio durante il trattamento per la fertilità.

"La gente spesso descrive il trattamento di fertilità, come una delle cose più sconvolgenti che abbia mai sperimentato- ha continuato Holley- E’ un processo prolungato pieno di incertezza, e spesso è molto costoso. Può essere molto faticoso, soprattutto per le donne. Esso può avere un effetto profondo sul rapporto di coppia. Aiutare i pazienti e loro partner prima che la depressione prenda piede, o essere in grado di identificare e trattare la malattia il più presto possibile, ha le potenzialità per aiutarli attraverso il processo estremamente stressante del trattamento e forse oltre”.

Paola Gregori

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