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Degenerazione maculare senile: piu' prevenzione e riabilitazione. Campagna 'Non perdiamoci di vista'

 

A partire dal 3 novembre la campagna "Non perdiamoci la vista" sarà presente nelle piazze delle principali città italiane, a partire da Lombardia, Lazio e Sicilia, offrendo ai cittadini la possibilità di effettuare controlli oculistici gratuiti per accertare il rischio di degenerazione maculare legata all'età e di ricevere materiali informativi su questa malattia, che oggi colpisce 200 milioni di persone al mondo, cifra che, entro i prossimi 20 anni, salirà a 300 milioni. «L'obiettivo è quello di aumentare la conoscenza di a questa patologia educando la popolazione alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alle corrette terapie, nonché alla riabilitazione visiva», spiega Giuseppe Castronovo, Presidente della sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB), promotrice dell'iniziativa, in collaborazione con Novartis.

«Nel caso di immagini o parti di immagini distorte od ondulate e aree sfocate al centro del campo visivo è fondamentale un tempestivo e appropriato intervento terapeutico», ammonisce Giovanni Staurenghi, Presidente Società Italiana della Retina. Qualora questo non dovesse essere sufficiente, o diagnosi e terapia fossero arrivate troppo in ritardo, e l'acuità visiva fosse gravemente offesa (cioé quando il paziente vede una macchia nella centro del campo visivo), è però ancora possibile agire tramite la riabilitazione personalizzata.

 

«Si possono sfruttare le capacità del sistema visivo per far lavorare più intensamente parti al di fuori dell'area retinica coinvolta - spiega Edoardo Midena, Direttore della clinica oculistica dell'AO-Università di Padova - Tramite il test di microperimetria si può infatti identificare quale sia la nuova zona della retina che il cervello ha destinato come centro della vista e si cerca di fare in modo di aumentare le capacità visive di quest'area. Ci sono addirittura situazioni in cui viene trovata un'area più efficiente di quella selezionata dal nostro cervello e si fanno fare al paziente degli esercizi, tramite il microperimetro, insegnandogli a spostare la visione nella zona migliore. Questo training va fatto una volta la settimana per alcune settimane e ha un'alta possibilità di successo, fortemente influenzata dalla motivazione del paziente stesso».

Paola Gregori

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