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De Cicco: "Innovazione e ricerca sono la vocazione di Roche"

MAURIZIO DE CICCO

Presidente e Amministratore Delegato di Roche in Italia

Per il quarto anno consecutivo Roche Italia chiude con un fatturato in crescita.

Il 2017 è stato un anno positivo, chiuso in leggera crescita rispetto all’anno precedente, nonostante l’arrivo sul mercato dei primi biosimilari in ematologia e l’impatto del payback ospedaliero. Una crescita trainata da tutte le aree ad alto tasso di innovazione, un risultato che ci lascia ben sperare per questo 2018 caratterizzato dall’arrivo di nuovi farmaci per il trattamento della sclerosi multipla, dell’emofilia e del tumore del polmone.

Come si ottengono questi risultati in un mercato così competitivo? Su cosa punta Roche?

Puntiamo su una forte vocazione all’innovatività investendo con coraggio in programmi di ricerca e sviluppo che ci portano, oggi, ad essere la prima azienda al mondo per investimenti in R&D in rapporto al fatturato. La nostra lunga storia ci ha sempre visto proiettati verso il futuro, orientati a trovare risposte concrete ai bisogni di salute ancora insoddisfatti. L’Italia, dove siamo presenti da 120 anni, gioca un ruolo da protagonista in questo percorso di avanzamento scientifico grazie anche alle tante collaborazioni attive con i centri di eccellenza di cui il territorio è ricco. Ogni anno investiamo nel nostro Paese 40 milioni di Euro in ricerca. Solo lo scorso anno abbiamo portato avanti 217 studi clinici, con un vantaggio reale non solo per i centri di ricerca coinvolti, ma anche per gli oltre 11.000 pazienti che hanno potuto beneficiare di un percorso diagnostico specifico e di cure all’avanguardia senza alcun costo a carico delle famiglie o del Servizio Sanitario Nazionale.

È da qui allora che nasce questo premio, Roche per la Ricerca?

L’impegno di Roche nel campo della ricerca è un vero e proprio imperativo. Il premio Roche per la Ricerca, a sostegno della ricerca indipendente, ovvero quella condotta da enti pubblici o privati su cui l’azienda non vanta alcun diritto, è un progetto e un impegno che siamo onorati di portare avanti: in soli due anni abbiamo già finanziato in Italia i progetti di 16 ricercatori che saliranno a 28 con questa terza edizione per un valore complessivo che supererà i 2 milioni di euro. E’ importantissimo dare ai giovani l’opportunità di proseguire nella ricerca perché per ogni progetto che potrà trovare realizzazione, ne beneficerà l’intera comunità scientifica e auspicabilmente, un domani, milioni di persone nel mondo. Questo è il mio augurio personale per i vincitori del Premio.

Una scelta coraggiosa…

Andare controcorrente non ci fa paura. Anzi è una nostra nota distintiva anche nelle scelte di business. Negli anni ’90, ad esempio, quando la maggior parte delle aziende puntava sui grandi blockbuster, Roche sorprese il mercato decidendo di investire in Genentech, una piccola start up biotecnologica. Fummo molto criticati all’epoca dai nostri azionisti per questa scelta, che sembrava una scommessa persa in partenza. Invece, è proprio percorrendo strade poco battute che i nostri ricercatori hanno scoperto rituximab e trastuzumab, tra i primi anticorpi monoclonali che hanno cambiato le prospettive di cura di tanti pazienti oncologici. Un po’ come abbiamo fatto più di recente, scegliendo di investire nell’americana Foundation Medicine, che siamo convinti ci consentirà di guidare la trasformazione nella cura del cancro grazie alla comprensione sempre più raffinata delle alterazioni molecolari alla base dello sviluppo della malattia in ogni paziente.  

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