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Covid, vaccinazioni di richiamo da meta' novembre in Svizzera

I vaccini anti-COVID-19 utilizzati in Svizzera sono estremamente efficaci e offrono una buona protezione contro le forme gravi della malattia e l’ospedalizzazione.

Nelle persone anziane la protezione vaccinale può tuttavia diminuire leggermente con il passare del tempo. Per continuare a garantire loro una protezione ottimale dalle forme gravi della malattia, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e la Commissione federale per le vaccinazioni (CFV) raccomandano alle persone con più di 65 anni la vaccinazione di richiamo. Questa raccomandazione è in linea con la decisione di omologazione adottata dall’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic. Sulla base dei dati attualmente disponibili, la vaccinazione di richiamo non è né autorizzata né raccomandata per la popolazione in generale.

I dati scientifici disponibili mostrano che le persone vaccinate sono molto ben protette contro la forme gravi della COVID-19. In caso di vaccinazione completa, la protezione vaccinale si attesta tuttora al di sopra del 90 per cento. Chi rimane contagiato nonostante la vaccinazione non presenta sintomi o presenta sintomi lievi e solo raramente contrae una forma grave della malattia. Pertanto, secondo la CFV e l’UFSP una vaccinazione di richiamo per l’intera popolazione non è attualmente opportuna.

Tuttavia, alcuni studi indicano che la protezione vaccinale può indebolirsi leggermente con il passare del tempo, in particolare nelle persone più anziane. L’UFSP e la CFV raccomandano pertanto la vaccinazione di richiamo per tutte le persone con più di 65 anni, da somministrare al più presto sei mesi dopo la vaccinazione completa. La raccomandazione vale soprattutto per i residenti nelle case per anziani e nelle case di cura e per le persone a partire dai 65 anni con gravi patologie preesistenti. Tra le persone particolarmente a rischio, questi gruppi sono quelli che più rischiano di ammalarsi gravemente.

Le vaccinazioni di richiamo iniziano a metà novembre

La raccomandazione di vaccinazione dell’UFSP e della CFV si basa sulla decisione di Swissmedic, che ha omologato la vaccinazione di richiamo con i due vaccini a mRNA di Pfizer e Moderna per le persone particolarmente a rischio.

Le raccomandazioni di vaccinazione dettagliate saranno pubblicate nei prossimi giorni.
I sistemi informatici predisposti dalla Confederazione per la prenotazione, la documentazione e il monitoraggio saranno operativi dal 4 novembre. I cantoni sono responsabili dell'esecuzione delle vaccinazioni di richiamo. I cantoni decidono da quando le persone idonee possono registrarsi e si preparano a iniziare le vaccinazioni di richiamo da metà novembre.

Persone con un sistema immunitario indebolito

Per le persone con un sistema immunitario indebolito la terza dose di vaccino è già raccomandata. Per chi è gravemente immunocompromesso non si tratta però di una vaccinazione di richiamo: la terza dose rientra nell’immunizzazione di base («vaccinazione primaria») se la risposta del sistema immunitario è debole o assente dopo due dosi. A queste persone la terza dose può essere somministrata dopo almeno 28 giorni.

La fornitura di vaccini è assicurata

La Svizzera dispone di vaccini sufficienti per offrire nel 2021 e nel 2022 la vaccinazione di richiamo a tutte le persone per le quali è raccomandata e per vaccinare tutti coloro che non lo sono ancora. 
La vaccinazione resta lo strumento migliore per uscire dalla pandemia di COVID-19. Solo un tasso di copertura vaccinale nettamente maggiore permette di immunizzare sufficientemente la popolazione e di proteggerla contro le forme gravi della malattia, evitando di sovraccaricare il sistema sanitario.

Utilizzare l’accesso a bassa soglia

Le prime vaccinazioni di richiamo saranno somministrate probabilmente nelle case per anziani. Inoltre, per impedire la diffusione del virus nelle case di cura e per anziani ed evitare di mettere a rischio le persone più anziane, la prima e la seconda vaccinazione dovranno essere nuovamente offerte a tutti i residenti e i collaboratori di questi istituti che finora non si sono ancora fatti vaccinare.

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