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CORONAVIRUS, STRESS CRONICIZZATO STA PEGGIORANDO SALUTE MENTALE

Popolazione maggiormente colpita da ansia, depressione e disturbi del sonno, peggioramento del quadro clinico dei pazienti con pre-esistenti disturbi psichici, incremento dei disturbi post traumatici da stress e d'ansia nel personale socio sanitario.

È complesso il quadro della salute psicologica tratteggiato da Luigi Grassi, ordinario di psichiatria all'Universita' di Ferrara (Unife), intervenuto alla seconda giornata di lavori del convegno digitale 'La salute mentale ai tempi del Covid', promosso dal gruppo Neomesia Mental Health. Il peggioramento della salute psicologica e' dovuto alla cronicizzazione dello stress a cui la pandemia sta sottoponendo le popolazioni. "Dalla fase di emergenza, urgenza e acuzie- spiega lo psichiatra- siamo passati a una fase di persistenza con tutto quello che comporta uno stress quando diventa cronico".

In particolare, sottolinea l'esperto, gli operatori socio sanitari vivono condizioni di forte disagio e sofferenza causati dall'esposizione a uno stress prolungato che ha molteplici sorgenti: "Ansia di morte, provocata dalla vicinanza con i pazienti che non ce la fanno e dalla paura per la propria vita; ansia per la gravita' della malattia; paura di contagiare i propri cari; ignoranza collettiva" che trasforma gli eroi in complici di un complotto mondiale e in untori. Un aspetto particolarmente delicato di questa emergenza sanitaria, aggiunge lo psichiatra, e' quello del lutto. "Tutti i rituali psicologici, sociologici, antropologici, filosofici legati al lutto sono stati sconvolti dal Covid e quello che sta emergendo e' che i cosiddetti lutti traumatici sono aumentati.

Il lutto- prosegue Grassi- e' una risposta normale all'evento della morte, ma in un 15/20% di casi esistono forme e percorsi non fisiologici, con una serie di conseguenze negative sulla persona. Per questo, il disturbo da lutto prolungato e' stato inserito nei disturbi da stress e in quelli depressivi". Esistono quattro contrapposizioni, quattro paradossi legati all'emergenza sanitaria e alle sue conseguenze che stanno minando profondamente gli equilibri delle persone: "Vita-morte, solitudine-appartenenza, liberta'-determinismo, significato-assurdita'".

Rispetto al primo paradosso, spiega Grassi, "non e' utile ne' l'atteggiamento negazionista, di un ottimismo trionfante, ne' cadere in una condizione di depressione ripiegata su se stessa. Bisogna piuttosto portare la popolazione verso l'accettazione e verso una crescita relativa a un tema che ha a che fare con la trascendenza". Quanto alla contrapposizione tra solitudine e desiderio di appartenenza, l'accademico chiarisce che la strada da percorrere e' quella del coltivare le relazioni interpersonali, anche con l'ausilio delle tecnologie digitali, tenendo cosi' insieme la necessita' di avere contatti con gli altri e quella di non assembrarsi in grandi gruppi. La ricetta al contrasto tra liberta' e determinismo, secondo l'esperto, sta "nella gratitudine, nella celebrazione del senso della vita e nella solidarieta'", solo cosi' si evita di cadere "da una parte nel trionfo della liberta' da tutto e tutti e dall'altra nella dipendenza da modelli guida". Infine, l'assurdita' di quanto sta accadendo puo' essere contrastata solo con una equilibrata ricerca di un senso e di un significato, senza cedere alla esaltazione della razionalita' o, all'opposto, al nichilismo e alla disperazione.

Cosa cambiera' alla fine di questa pandemia? "Ogni esperienza traumatica- ricorda Grassi- ha il potere di mettere in discussione e modificare precedenti assunti di base rispetto al se' e al mondo. Rappresenta dunque una sfida esistenziale e un'opportunita' di crescita". Declinata in questi termini, l'emergenza sanitaria che stiamo vivendo potra' portare "un miglioramento dell'approccio alla vita, della percezione del se' e- conclude- delle relazioni interpersonali". 

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