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Congresso Mondiale sui linfomi di Lugano (ICML)

Il tredicesimo Congresso Internazionale sui Linfomi Maligni (lCML), in corso a Lugano fino a sabato 20 giugno, si è aperto con cifre da record confermandosi, ancora una volta, come il più importante appuntamento mondiale per conoscere i progressi sulla ricerca e la cura dei tumori ematologici.

 

Iscrizioni chiuse anticipatamente per aver raggiunto da oltre un mese la quota massima di 3.500 partecipanti: medici e ricercatori provenienti da oltre 90 Paesi, con scienziati del calibro di Carlo Croce, rettore dell’Istituto di genetica all’Ohio Cancer Center, Riccardo Dalla Favera (Columbia University New York), J.W.Friedberg (Rochester University, New York), Paolo Boffetta (Harvard School of Public Health), solo per citarne alcuni. Quattro giornate di lavori guidate da Franco Cavalli, Presidente ICML e Direttore Scientifico dello IOSI (Istituto Oncologico Svizzera Italiana), e circa 1.000 comunicazioni scientifiche che vedono gli Stati Uniti al primo posto, seguiti, nell’ordine, da Francia, Italia, Germania, e Regno Unito a pari merito con la Cina, che per la prima volta entra nella rosa delle nazioni che hanno sottoposto più materiale scientifico al comitato organizzativo di ICML.

I temi affrontati annunciano una svolta importantissima per l’oncologia, non solo perché riguardano la guarigione di una malattia in crescita continua - l’incidenza dei linfomi è raddoppiata negli ultimi trent’anni, al punto da essere diventati il quinto tumore per frequenza - ma anche perché i linfomi maligni sono sempre stati un modello su cui vengono testati nuovi approcci terapeutici poi applicati con successo anche ad altre forme tumorali.

 

Due i grandi argomenti che domineranno la scena di questa edizione: il primo riguarda il legame tra virus, inquinamento e cancro. Si pensa che molti linfomi siano di origine virale (Epatite C, ad esempio, ma anche AIDS, papilloma virus) perché la struttura particolare dei virus li porta a penetrare facilmente nel sistema linfatico, costringendo le sue cellule (i linfociti) a proliferare maggiormente e trasformarsi in cellule maligne, che possono originare un tumore. Molto si è scoperto su questi meccanismi, e molto resta da scoprire sui virus cancerogeni. Accanto ai virus, anche l’inquinamento è sotto accusa: il sistema linfatico, infatti, ci difende contro le aggressioni ambientali esterne, e quando i nostri meccanismi di autodifesa sono costretti a un superlavoro per proteggerci da un ambiente più nocivo, è più facile che vadano “in tilt”.

 

L’altro tema chiave del Congresso è la ricerca sui nuovi farmaci. «E’ nei linfomi maligni che stiamo sperimentando le strategie terapeutiche più innovative» - afferma Franco Cavalli, Presidente dell’ICML e Direttore Scientifico dello IOSI (Istituto Oncologico Svizzera Italiana, con sede a Bellinzona). «Penso alle “piccole molecole”, sostanze in grado di bloccare uno o più elementi essenziali nella lunga sequenza di reazioni biochimiche alla base del meccanismo di proliferazione delle cellule tumorali linfatiche. Ma - continua - mi riferisco anche a un nuovo genere di farmaci che inibiscono i cosiddetti “check points”, snodi critici del nostro sistema immunitario, che possono diminuirne in certe situazioni l’efficacia. Attualmente sono in fase di avanzata sperimentazione diversi farmaci in grado di frenare i “check points” con il risultato di potenziare enormemente la capacità del nostro sistema immunitario, soprattutto dei linfociti T, di distruggere le cellule tumorali». A Lugano saranno presentati anche i risultati delle sperimentazioni cliniche di nuovi anticorpi monoclonali: un’altra tipologia di farmaci “intelligenti”, che vanno dritti al bersaglio rappresentato dalle cellule malate risparmiando quelle sane. I dati sono molto promettenti ed evidenziano risposte terapeutiche anche in tipologie di pazienti che non rispondevano più alle terapie standard. «Siamo a un passo dal poter decifrare nel dettaglio il codice genetico del linfoma di ogni singolo paziente - conclude Cavalli - e questo a breve ci permetterà di poter adattare le terapie innovative disponibili alle caratteristiche molecolari e biologiche del linfoma di ciascuno, creando le basi per quella che viene definita la “Medicina Personalizzata”».

 

Messaggi di speranza concreta per i pazienti dunque, ma non solo. Insieme a dati e massaggi scientifici di grande impatto, il Congresso rivolge inevitabilmente un appello anche ai governi, per il controllo dei cancerogeni ambientali, e alla sanità pubblica, per il controllo dei virus tramite le vaccinazioni, ricordando che il cancro è una malattia che non si combatte solo nei laboratori, ma richiede un impegno socio-politico, oltre che una presa di coscienza individuale.

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