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Congresso EHRA, un impegno contro la fibrillazione atriale

 

La fibrillazione atriale (FA) è il disordine del ritmo cardiaco più comune e colpisce oltre 6 milioni di europei, con una prevalenza che è destinata almeno a raddoppiare nei prossimi 50 anni. Essendo responsabile di un aumento di ictus (le sono imputabili 360.000 casi all’anno in Europa), infarti, disabilità e problemi cognitivi, questa anomalia del ritmo è stata al centro dell’attenzione nel corso del Congresso EHRA Europace – Cardiostim 2015, svoltosi a Milano dal 21 al 24 giugno 2015.

 

Vivere con la FA

“Dal 10 al 45% dei casi di AF non vengono riconosciuti, anche se un rimedio semplice come un controllo della frequenza cardiaca dal polso potrebbe contribuire a scoprirli. Di frequente sono asintomatici e vengono diagnosticati solo quanto il paziente si ammala per una complicazione grave, come un ictus” spiega Trudie C. Lobban, fondatrice e responsabile dell’associazione di pazienti “AF Association international”.  “Vivere con la FA aumenta il rischio di ictus di 5 volte e gli attacchi correlati a tale fibrillazione sono più di frequente disabilitanti e fatali: il 30% muore entro un mese e fino al 60% nel primo anno. L’impatto psicologico della FA, sia sul paziente che sulla sua famiglia risulta quindi evidente”.

 

Nasce un nuovo sito

L’Associazione Europea per il ritmo cardiaco (EHRA), una divisione registrata della Società Europea di Cardiologia (ESC), in occasione del congresso in corso a Milano, ha presentato un progetto concreto di aiuto verso chi soffre di questa patologia. Ha infatti lanciato un nuovo portale (www.fibrillazioneatriale.org) per contribuire a migliorare la qualità di vita e lo stato di salute dei pazienti con fibrillazione atriale, per offrire a loro e ai loro familiari e caregiver le informazioni, aggiornate e garantite da una società scientifica internazionale, necessarie a curarli al meglio. Accanto alla versione italiana, sono state messe a disposizione versioni in altre lingue: spagnolo, inglese, tedesco e francese. “La fibrillazione atriale è un fenomeno globale” ha commentato il professor Gregory YH Lip, chairman di questa task force.

 

Risultati positivi per endoxaban, un nuovo farmaco anticoagulante

 

“Efficace e sicuro il nuovo farmaco anticoagulante sperimentale endoxaban, in monosomministrazione giornaliera, sia nel dosaggio basso sia in quello alto, anche nella popolazione anziana”, spiega Andreas Goette, docente di cardiologia del St Vincenz Hospital, Padeborn, Germania. È quanto risulta dello studio clinico ENGAGE AF-TIMI 48, presentato nel corso del congresso. Questo è un trial clinico globale di fase 3 randomizzato, in doppio-cieco, controllato verso placebo, che compara tre gruppi di pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare a moderato o alto rischio di sperimentare eventi tromboembolici, due dei quali trattati con due regimi di dosaggio di edoxaban in monosomministrazione giornaliera (60mg e 30mg) e uno con warfarin. Hanno partecipato allo studio oltre 21.100 pazienti, con un follow up medio di 2,8 anni.  Edoxaban ha dimostrato rispetto al warfarin un’efficacia comparabile (per il trattamento di ictus o eventi embolici sistemici) e una superiore sicurezza (nella riduzione dei sanguinamenti maggiori) in entrambi i gruppi di pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare, sottoposti ai 2 regimi di trattamento in monosomministrazione giornaliera. È di questi giorni, inoltre, l’inizio di un nuovo studio internazionale (Hokusai-VTE Cancer) su questo farmaco che ne valuterà l’efficacia nel trattamento del tromboembolismo venoso associato a cancro.

 

Paola Gregori

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