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Conferenza Internazionale Fakeshare II sul crimine farmaceutico

Si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Mario Melazzini, la conferenza internazionale sul tema del contrasto al crimine farmaceutico, in corso di svolgimento oggi a Roma e promossa dal progetto Fakeshare II, coordinato dall’AIFA e co-finanziato dal Programma "Prevenzione e lotta contro la criminalità" della Commissione Europea.

Nel dare il benvenuto ai delegati delle diverse istituzioni internazionali presenti, il Presidente AIFA ha da subito posto in evidenza l’obiettivo dell’incontro: fare il punto sugli scenari attuali del crimine farmaceutico mondiale, ma soprattutto proiettare gli sforzi congiunti verso le sfide future, lanciate da un contesto in continua evoluzione. “Le nuove tipologie di falsificazione coinvolgono sempre più spesso farmaci fondamentali, come gli antitumorali o gli antivirali, e rappresentano una minaccia che impone alle autorità regolatorie di ritarare i vecchi paradigmi consolidati, per fare fronte alle nuove forme di business criminale in ambito sanitario. Ciò a continua garanzia – sottolinea Melazzini – di un accesso al farmaco come strumento di difesa della salute collettiva e del singolo”.

Il tema di fondo è proprio riuscire a intercettare e individuare come il fenomeno del crimine farmaceutico stia cambiando, cercando nuovi terreni di commerci e traffici illeciti, che purtroppo cominciano ad interessare anche farmaci salvavita o spacciati come tali.

Recentemente ci siamo imbattuti in casistiche del tutto nuove – spiega Domenico Di Giorgio, Capo Area Vigilanza Post-marketing dell’AIFA – che hanno coinvolto tipologie di soggetti diversi e soprattutto un rete di distribuzione illegale dislocata in diversi Paesi. Questi episodi sottolineano il ruolo strategico fondamentale di un network internazionale che, grazie ad una stretta cooperazione anche pubblico-privato, possa portare a fattore comune un singolo segnale locale per disegnare un’intera mappa della criminalità farmaceutica su più ampia scala e affrontare questo fenomeno con approcci condivisi ed efficaci.”

E’ il caso, ad esempio, di un farmaco anti epatite C rubato in Pakistan e riconfezionato come un altro farmaco antivirale contro l’HCV, che passando da falsi distributori in India e successivamente in Svizzera è stato importato in Israele. Pur essendo compresse del tutto diverse dalle originali, questo prodotto è arrivato nelle mani del consumatore finale senza incorrere in alcun controllo nei vari passaggi di questa articolata rete di commercio sommerso. “Il mercato nero della criminalità– continua ancora Di Giorgio – si sta organizzando sempre più nel commercio di farmaci contraffatti venduti da strutture non sanitarie, come centri estetici ad esempio, ed è proiettato verso l’esportazione contando sulla complicità di una vasta rete di distribuzione che sfugge purtroppo ai controlli e che è del tutto non aderente alle buone norme di distribuzione (Good Distribution Practices - GDP).”

Più incoraggianti sono invece i numeri dei furti di farmaci in Italia, che dal 2013 segnano un’evidente diminuzione, soprattutto negli ospedali, dove nel 2016 non si è registrato alcun caso. Questo grazie alla collaborazione che già da alcuni anni l’AIFA ha stretto con Farmindustria, ASSORAM, Assogenerici e non da ultimo il Ministero della Salute e il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute – NAS per la costituzione di un database sui furti dei medicinali che al momento censisce quasi la metà dei farmaci autorizzati in Italia per un controllo serrato della loro tracciabilità.

Durante la conferenza sono stati inoltre commentati i dati di un’indagine condotta sempre nell’ambito dell’iniziativa Fakeshare II, per individuare le dinamiche psico-sociali che si celano dietro gli acquisti di farmaci on line. I risultati del sondaggio, somministrato ad un campione di utenti italiani, spagnoli, britannici e portoghesi, hanno rivelato che sebbene sia diffusa la conoscenza della possibilità di acquistare farmaci sul web, non si ha percezione delle iniziative informative in proposito, suggerendo quindi di promuovere maggiori attività di comunicazione sul tema degli acquisti di medicinali on line. I farmaci più acquistati sul web restano quelli per la perdita di peso, per smettere di fumare, per l’influenza e per le disfunzioni erettili. L’Italia è uno dei quattro Paesi fra quelli coinvolti nell’indagine a ricorrere più frequentemente ai social network per le transazioni via web che riguardano farmaci (Facebook per il 3,5%).

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