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Commissione dell’ educazione respinge l’iniziativa per la protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’ infanzia e nella scuola elementare

Dopo un approfondito esame preliminare la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) propone con 17 voti contro 7 di respingere l’iniziativa per la protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare.

La Commissione dell’educazione ha esaminato l’iniziativa popolare e sentito il comitato d’iniziativa. Inoltre essa si è informata in merito all’opinione dei Cantoni, sentendo in tale frangente tra l’altro il consigliere di Stato basilese Christoph Eymann, presidente della CDPE, la consigliera di Stato giurassica Elisabeth Baume-Schneider, e diversi esperti.

 

Malgrado la Commissione condivida l’opinione dei promotori dell’iniziativa, secondo cui l’educazione sessuale costituirebbe un tema molto sensibile e richiederebbe grande diligenza, la maggioranza della Commissione richiama l’attenzione sull’attuazione problematica dell’iniziativa. L’insegnamento dell’educazione sessuale svolto da anni nella scuola dell’obbligo rappresenta una protezione efficace da abusi sessuali e malattie sessuali e non da ultimo dell’integrità fisica, contribuendo alle pari opportunità. Per tutti questi motivi la maggioranza della Commissione confida anche in futuro nella scuola e raccomanda con 17 voti contro 7 di respingere l’iniziativa. Una minoranza della Commissione sostiene l’iniziativa.

 

La CSEC-N auspica una nuova base costituzionale per una legge federale sul promovimento dell’infanzia e dei giovani nonché sulla loro protezione (07.402 n)

Occorre assegnare alla Confederazione la competenza di sostenere misure cantonali e comunali nell’ambito della politica dell’infanzia e della gioventù e di intervenire in maniera coordinata. Questo è quanto la CSEC-N ha deciso in una precedente riunione con 14 voti contro 10. Una proposta di rivenire sulla deliberazione, presentata dopo aver preso atto di un rapporto intermedio dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), è stata respinta (13 voti contro 8). La Commissione accoglie ora un progetto di legge che negli anni passati era stato elaborato sulla base di un’iniziativa parlamentare ( 07.402 n ) della consigliera nazionale Viola Amherd (PPD, VS). Il progetto ha l’obiettivo di completare l’articolo 67 della Costituzione federale, demandando alla Confederazione nuove competenze. Una minoranza, invece, non intende entrare nel merito del progetto, auspicando lo stralcio dal ruolo dell’oggetto in deliberazione, come propone anche il Consiglio federale. La minoranza evidenzia come l’attuale ripartizione dei compiti abbia confermato la sua validità e come sulla base della legge sulla promozione delle attività giovanili extrascolastiche la Confederazione disponga già oggi di un sufficiente margine di manovra per essere attiva nella politica dell’infanzia e della gioventù.

Con l’auspicata modifica della Costituzione la maggioranza si prefigge tuttavia di garantire un migliore coordinamento delle numerose misure esistenti soprattutto negli ambiti della protezione dell’infanzia in virtù del diritto civile, del diritto penale minorile e del restante aiuto alla gioventù a livello federale. Essa si prefigge inoltre di sancire nella costituzione l’obiettivo di una politica attiva dell’infanzia e della gioventù come norma programmatica.

Promozione di nuove leve scientifiche in Svizzera

La Commissione intende invitare il Consiglio federale a istituire una commissione (extraparlamentare) con il compito di elaborare un progetto per ristrutturare le carriere scientifiche presso le scuole universitarie. A tale scopo ha deciso con 13 voti contro 6 di presentare una mozione della Commissione ( 15.3000 n Promozione di nuove leve scientifiche in Svizzera ). Mediante un sistema di incentivi le scuole universitarie devono essere stimolate a effettuare una ristrutturazione con un modello di carriera a più livelli con le categorie di posti postdoc (a tempo determinato), per professori assistenti (tenure track), per professori associati (a tempo indeterminato) e per professori ordinari (a tempo indeterminato). La ristrutturazione effettiva dovrà avvenire nel prossimo periodo ERI (2017-2020). Una minoranza respinge la mozione. Il dibattito si svolge sullo sfondo di un rapporto del Consiglio federale del 28 maggio 2014 sull’efficienza e l’efficacia delle misure sinora adottate per la promozione delle nuove leve scientifiche in Svizzera, che è stato presentato in adempimento di un postulato della CSEC-S.

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