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Colesterolo: evolocumab riduce gli eventi cardiovascolari in associazione alla terapia standard

Amgen ha reso noto i dati a un anno relativi agli eventi cardiovascolari aggiudicati (endpoints esplorativi prespecificati) negli studi a lungo termine in aperto di fase 2 (OSLER-1) e di fase 3 (OSLER-2) con evolocumab, nuovo farmaco per la riduzione del colesterolo LDL.

Questi dati sono stati presentati durante la sessione Late-Breaking Clinical Trial alla 64ma Annual Scientific Session dell’American College of Cardiology (ACC.15) e pubblicati contestualmente sul New England Journal of Medicine. Inoltre, è stata presentata un’analisi a due anni dei dati di sicurezza e tollerabilità di evolocumab dello studio OSLER-1, che ad oggi è il trial più lungo attualmente in corso con un inibitore del PCSK9 (proproteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9).

I dati relativi agli endpoints esplorativi prespecificati negli studi OSLER-1 e OSLER-2 hanno mostrato che evolocumab, in associazione alla terapia standard (SOC), riduce gli eventi cardiovascolari aggiudicati (0.95 % con evolocumab in associazione alla terapia standard vs 2.18 % con la sola terapia standard) su un periodo di analisi di un anno.

Gli eventi avversi (≥1% nel gruppo evolocumab più terapia standard e più frequenti nel gruppo evolocumab più terapia standard di almeno l’1%,) comprendono artralgia, cefalea, dolore alle estremità e stanchezza.

L'analisi degli eventi cardiovascolari è basata sui risultati esplorativi degli studi OSLER in corso.

Il trattamento con evolocumab associato alla terapia standard ha ridotto i livelli di LDL-C del 61% rispetto alla sola terapia standard.

“Siamo felici di presentare varie analisi all’ACC.15 dal programma di trial clinici di evolocumab, inclusa l’analisi sugli eventi cardiovascolari e i dati sulla sicurezza dal trial più lungo mai realizzato con un inibitore del PCSK9”, queste le parole di Sean E. Harper, M.D., Executive Vice President Ricerca e Sviluppo di Amgen. “I dati clinici sono incoraggianti, e non vediamo l’ora di avere i risultati del nostro trial sugli outcomes cardiovascolari, lo studio FOURIER, che è stato disegnato per valutare se ci sia una sostanziale riduzione di eventi cardiovascolari maggiori con l'uso di evolocumab. Stiamo continuando il nostro lavoro con le agenzie regolatorie per rendere evolocumab disponibile per i pazienti.”

L’effetto di evolocumab sugli eventi cardiovascolari aggiudicati

Gli studi clinici OSLER-1 e OSLER-2, attualmente in corso, sono un’estensione in aperto degli studi conclusi di fase 2 e 3 e sono stati disegnati per valutare gli effetti a lungo termine di evolocumab. Negli studi OSLER-1 e OSLER-2 sono stati arruolati 4.465 pazienti provenienti dai 12 studi di fase 2 e 3 con evolocumab. Di questi, 2.976 sono stati randomizzati a evolocumab (una dose sottocutanea di 140 mg ogni due settimane o di 420 mg al mese) più la terapia standard, mentre i restanti 1.489  sono stati  randomizzati alla sola terapia standard per la durata di un anno. Il valore mediano di LDL-C era di 120 mg/dL al basale nello studio di provenienza; circa il 70% dei pazienti era in terapia con statine al basale degli studi OSLER -1 e 2.

evolocumab in associazione alla terapia standard ha ridotto gli eventi cardiovascolari aggiudicati (morte, infarto del miocardio, angina instabile che ha richiesto ospedalizzazione, rivascolarizzazione coronarica, ictus e attacco ischemico transitorio o scompenso cardiaco che ha richiesto ospedalizzazione) rispetto alla sola terapia standard (0.95% vs. 2.18% rispettivamente, nell’arco di un anno). Lo stesso effetto è visibile anche sui singoli endpoints (morte, eventi coronarici e cerebrovascolari) così come nei sottogruppi considerati (ad es. età, sesso, livello basale di LDL-C, uso delle statine, valutazione del rischio secondo il National Cholesterol Education Program [NCEP])

Gli eventi avversi con una frequenza di almeno l'1% nel braccio evolocumab in associazione alla terapia standard e che sono risultati più frequenti (almeno l'1%) comprendevano artralgia (4.6% evolocumab più terapia standard vs 3.2% terapia standard), cefalea (3.6% evolocumab più terapia standard vs 2.1% terapia standard), dolore alle estremità (3.3% evolocumab più terapia standard vs 2.1% terapia standard) e stanchezza (2.8% evolocumab più terapia standard vs 1.0% terapia standard). Gli eventi avversi di interesse comprendevano eventi di natura muscolare (6.4% evolocumab più terapia standard vs 6.0% terapia standard), reazioni nel sito di iniezione (4.3% evolocumab più terapia standard; non disponibili con la terapia standard) e eventi neurocognitivi (0.9% evolocumab più terapia standard vs 0.3% terapia standard). Rispetto alla sola terapia standard, evolocumab più terapia standard ha ridotto il colesterolo LDL del 61% con una mediana di 48 mg/dL. In questa analisi, l'esposizione mediana è stata di 11,1 mesi.

“L’analisi dei dati degli studi OSLER mostra che evolocumab riduce in maniera coerente il colesterolo LDL e il tasso di eventi cardiovascolari, quando associato alla terapia standard” ha affermato Marc Sabatine, M.D., Chairman del TIMI Study Group, e Senior Physician della divisione di Medicina Cardiovascolare del Brigham and Women’s Hospital di Boston. “Siamo impazienti di avere i risultati dello studio FOURIER, attualmente in corso su 27.500 pazienti con lo scopo di valutare gli outcomes cardiovascolari.”

Analisi su sicurezza e tollerabilità a due anni

I dati dello studio OSLER-1 hanno mostrato che evolocumab ha mantenuto la sua efficacia per un periodo di due anni e non sono stati individuati rischi per la sicurezza. In questo studio iniziato nell’Ottobre del 2011, 1.104 pazienti che avevano completato gli studi controllati in doppio cieco, sono stati randomizzati a ricevere in aperto terapia standard (n=370) o terapia standard associata a evolocumab (n=734) alla dose di 420 mg somministrata una volta al mese per un anno. Nel secondo anno di studio, tutti i pazienti sono stati trattati con evolocumab una volta al mese in associazione alla terapia standard. Alla fine di questo secondo anno, 590 pazienti stavano ancora ricevendo evolocumab, con un tasso di persistenza dell’80%. Dei pazienti a cui è stato somministrato evolocumab per l’intero periodo dei due anni, 33 (4.5%) hanno interrotto il trattamento a causa di un evento avverso. La sicurezza e la tollerabilità sono risultate paragonabili a prescindere dal livello di LDL-C raggiunto. La diminuzione del colesterolo LDL si è mantenuta per oltre due anni, con una riduzione del 54% alla settimana 52, e del 52% alla settimana 124.

“Siamo felici di constatare che per oltre due anni evolocumab nei pazienti ipercolesterolemici abbia mostrato un profilo di efficacia e di sicurezza coerente con quanto già osservato negli studi precedenti” ha detto Michael J. Koren, MD, sperimentatore dello studio OSLER-1 e Direttore Esecutivo del Jacksonville Center for Clinical Research di Jacksonville in Florida, “I dati ottenuti fino ad oggi sono molto incoraggianti e continueremo a valutare nel tempo il profilo di efficacia e sicurezza di evolocumab nei pazienti che, nonostante le terapie attualmente disponibili, non riescono a raggiungere i livelli di colesterolo LDL adeguati”.

 

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