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Circoncisione preventiva nei LEA contro gli interventi clandestini

Inserire la circoncisione preventiva nei Livelli elementari di assistenza (Lea) del Sistema sanitario nazionale, in modo tale da mettere fine alla pratica clandestina di questa operazione: oltre un terzo delle 12.000 circoncisioni che sono state eseguite nel 2019 in Italia, infatti, sono avvenute in strutture non autorizzate a opera di persone prive di qualsiasi competenza specifica. 

E' questo l'appello del presidente dell'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), Foad Aodi. L'agenzia Dire lo intervista a pochi giorni dall'introduzione, da parte della Regione Marche, della circoncisione preventiva tra le pratiche garantite dal Sistema sanitario nazionale. Aodi, che e' anche il massimo dirigente delle Comunita' del mondo arabo in Italia (Co-mai), ribadisce il ringraziamento verso "il presidente Ceriscioli e i consiglieri Bianchini e Traversini, firmatari dell'interrogazione che lo ha reso possibile". 

Il presidente di Amsi sottolinea pero' che e' necessario estendere la misura a tutto il territorio nazionale, come dimostrano i numeri. "L'anno scorso - spiega Aodi - abbiamo calcolato che nella meta' dei casi le persone sono dovute tornare nel loro Paesi di origine per permettersi questa operazione, visti i costi molto alti presso le strutture private, anche fino a 5.000 euro". Di quelli che invece hanno deciso di eseguirle nel nostro Paese, denuncia il presidente di Amsi, "circa il 35% si e' rivolto a persone che non hanno nessuna competenza e autorizzazione, in clandestinita'".

Si sono verificati casi in cui i bambini hanno perso la vita a causa di emorragie seguite a operazioni non eseguite in sicurezza, come avvenuto nella citta' laziale di Guidonia nel 2018. "Prima di praticare una circoncisione - spiega il medico - e' necessario fare degli esami, sapere se il bimbo e' affetto da diabete o se ha problemi nella coagulazione nel sangue, per evitare effetti indesiderati e potenziali epiloghi tragici". 

Ora anche il Lazio e' una di quelle regioni dove e' possibile praticare la circoncisione preventiva in sicurezza, anche se solo per gli adulti dato che l'anestesia, che sarebbe necessaria, non viene applicata ai minori di quattro anni. Aodi riconosce che sono stati fatti passi avanti, anche grazie all'appoggio del Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), di cui e' membro del registro esperti. Nonostante questo, pero', il medico vuole portare a termine il percorso iniziato da Amsi e Co-mai anni fa e mettere a frutto quanto di buono raggiunto anche grazie a incontri iniziati con il ministero della Salute la scorsa legislatura. Secondo Aodi, l'obiettivo e' "autorizzare la pratica in ambulatori pubblici, eseguiti da personale sanitario competente e previo il pagamento di un ticket economicamente accessibile".

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