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BPCO: esame del sangue e storia di riacutizzazioni aiuta a determinare quando aggiungere i corticosteroidi

Boehringer Ingelheim ha reso noti oggi i risultati di una nuova sotto-analisi post-hoc dello studio WISDOM, che indicano come solo il 4% delle persone affette da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), con storia di riacutizzazioni frequenti, insieme a livelli più alti di  eosinofili  (≥400 cellule/µL), potrebbero trarre ulteriore beneficio dall’aggiunta di corticosteroidi per via inalatoria (ICS - fluticasone propionato 500µg due volte/die ) a tiotropio 18μg una volta/die e a un beta2-agonista a lunga durata d’azione (LABA - salmeterolo 50μg due volte/die), in termini di riduzione del rischio di riacutizzazioni.1,3

Gli eosinofili sono una categoria di globuli bianchi i cui livelli possono essere rilevati con un banale esame del sangue.4 I risultati di questa nuova sotto-analisi post-hoc sono stati presentati oggi all’edizione 2016 del Congresso Internazionale della European Respiratory Society (ERS) in corso a Londra.  

“Nuovi risultati dello studio WISDOM indicano che l’impiego di ICS, nell’ambito di una triplice terapia di mantenimento della BPCO, riduce il rischio di riacutizzazioni per un numero più contenuto di soggetti rispetto a quanto si era ritenuto in precedenza.  Ciò mette in discussione l’attuale concezione sull’appropriatezza d’uso degli ICS nella terapia di mantenimento della BPCO” - ha commentato lo sperimentatore dello studio Peter Calverley, Professore di Pneumologia e Riabilitazione Pneumologica dell’Università di Liverpool, Regno Unito - “Questi risultati dello studio forniscono informazioni importanti a un dibattito che può avere vaste implicazioni per il trattamento futuro di soggetti con BPCO”. 

Le riacutizzazioni hanno un impatto significativo sulla  BPCO, spesso sono causa di ricovero5 e possono aumentare il rischio di mortalità6.  La Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease (GOLD), che è una collaborazione fra l’Organizzazione Mondiale della Sanità e gli Istituti Nazionali di Sanità statunitensi, raccomanda per la BPCO l’impiego di terapia che include l’ICS, solo in soggetti con compromissione grave/molto grave della funzionalità respiratoria, e/o ad alto rischio di riacutizzazioni (GOLD C/D) o che hanno avuto un ricovero7 – la popolazione di pazienti studiata in WISDOM.  Eppure, nel trattamento della BPCO, si fa ampiamente ricorso agli ICS al di fuori delle raccomandazioni terapeutiche GOLD in associazione a broncodilatatori, come tiotropio e LABA.

Questa nuova sotto-analisi post-hoc suggerisce che, considerando la storia di riacutizzazioni frequenti  (due o più negli ultimi dodici mesi) insieme a valori di eosinofili ≥400 cellule/µL, i sanitari possano individuare in modo più esatto quella minoranza di soggetti che potrebbe avere un’ulteriore riduzione del rischio di riacutizzazione dall’uso di ICS (fluticasone propionato), in aggiunta a tiotropio e a un LABA (salmeterolo).1,3 

Questi risultati si aggiungono a quelli di una precedente analisi post-hoc dello studio WISDOM, che aveva valutato solamente i valori degli eosinofili nel sangue e indicato che i soggetti con livelli di eosinofili  ≥300 cellule/µL avevano avuto un’ulteriore riduzione delle riacutizzazioni con l’aggiunta di ICS (fluticasone propionato) a tiotropio e a un LABA (salmeterolo).2  

Lo studio WISDOM (NCT00975195), di 52 settimane, ha valutato l’effetto della sospensione di ICS (fluticasone propionato) in soggetti affetti da BPCO da grave a molto grave, con storia di riacutizzazione, in terapia con tiotropio e un LABA (salmeterolo).9 La popolazione di pazienti dello studio WISDOM rappresenta circa il 20% della normale popolazione di pazienti affetti da BPCO e solo per il 4% di questa popolazione10 è nota una storia di frequenti riacutizzazioni (due o più negli ultimi dodici mesi) insieme a valori di eosinofili ≥400 cellule/µL.1,3 

“Boehringer Ingelheim è impegnata a continuare la ricerca scientifica per la terapia ottimale per chi è affetto da BPCO. Questi risultati aumentano le nostre conoscenze sui fattori che vanno considerati dagli operatori sanitari nel decidere il regime terapeutico per i soggetti con questa malattia – in  particolare quando aggiungere un ICS” - ha dichiarato William Mezzanotte, Vice Presidente e Responsabile Medicina Respiratoria di Boehringer Ingelheim - “Questi risultati evidenziano, inoltre, l’importanza di ulteriori analisi e dibattiti su questo tema”. 

Nella popolazione allo studio in WISDOM, la sospensione completa di ICS (fluticasone propionato) è stata associata a una piccola riduzione del valore minimo di FEV1.9 La precedente analisi post-hoc aveva complessivamente rilevato l’assenza di relazione fra la conta di eosinofili nel sangue e la variazione di funzionalità respiratoria con la sospensione di ICS (fluticasone propionate).2 Tuttavia, l’ultima sotto-analisi  post-hoc ha indicato una riduzione rilevante nel valore minimo di FEV1 nel piccolo sotto-gruppo di soggetti con alta conta degli eosinofili e frequenti riacutizzazioni.11 

Bibliografia 

1 Calverley P, Tetzlaff K, Vogelmeier C, Fabbri LM, Magnussen H, Wouters EFM, et al. Evaluating blood eosinophils and exacerbation history to predict ICS response in COPD. Abstract presentato all’edizione 2016 del Congresso Internazionale ERS, Londra, 3-7 settembre, 2016.

2 Watz H, Tetzlaff K, Wouters EFM, Kirsten A, Magnussen H, RodriguezRoisin R, et al. Blood eosinophil count and exacerbations in severe chronic obstructive pulmonary disease after withdrawal of inhaled corticosteroids: a post-hoc analysis of the WISDOM trial. Lancet Respir Med. 2016;1-9.

3 Calverley P, Wouters EFM, Finnigan H, Tetzlaff K, Megnussen H, et al. Screening eosinophil counts and risk of exacerbations after inhaled corticosteroid withdrawal in severe COPD. Abstract presentato all’edizione 2016 del Congresso Internazionale ERS, Londra, 3-7 settembre, 2016.

4 Healthline. Eosinophil Count. 2016. Disponibile all’indirizzo http://www.healthline.com/health/eosinophil-countabsolute#Overview1 (ultimo accesso: agosto 2016).

5 Anzueto A. Impact of exacerbations on COPD. Eur Respir Rev. 2010; 19(116);113-118.

6 Gunen H, Hacievliyagil SS, Kosar F, Mutlu LC, Gulbas G, Pehlivan E, et al. Factors affecting survival of hospitalised patients with COPD. Eur Respir J. 2005;26(2);234-241.

7 Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease (GOLD). Global Strategy for the Diagnosis, Management and Prevention of COPD. 2015. Disponibile all’indirizzo http://www.goldcopd.org/ (ultimo accesso agosto 2016).

 8 Price D, West D, Brusselle G, Gruffydd-Jones K, Jones R, Miravitlles M, et al. Management of COPD in the UK primary-care setting: an analysis of real-life prescribing patterns. Int J COPD. 2014;9:889-905.

9 Magnussen H, Disse B, Rodriguez-Roisin R, Kirsten A, Watz H, Tetzlaff K, et al. Withdrawal of inhaled glucocorticoids and exacerbations of COPD. N Engl J Med. 2014;371:1285-1294.

10 Hoogendoorn M, Feenstra TL, Schermer TRJ, Hesselink AE, Ruttenvan Molken MPMH. Severity distribution of chronic obstructive pulmonary disease (COPD) in Dutch general practice. Respir Med. 2006;100, 83-86.

11 Dati su file, Boehringer Ingelheim, Ingelheim, Germania, 2016.

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