IT   EN

Ultimi tweet

Bicocca inaugura l’ anno accademico: una nuova casa a ricerca e innovazione

«Il 2015 è stato un anno di grande divulgazione e promozione di scienza, cultura e ricerca sia per la nostra comunità accademica sia per la città di Milano. La cerimonia è un’ottima opportunità per raccontare come questi fattori uniti alla formazione e partecipazione dei giovani, siano il motore dello sviluppo sociale ed economico delle nostre società». Così il rettore Cristina Messa, ha aperto  nella sede di Monza la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2015/2016 dell’Università di Milano-Bicocca (scarica il discorso del Rettore).

 

La cerimonia di apertura dell’anno accademico si è svolta nel Polo di Monza dell’Ateneo in occasione della contemporanea presentazione del nuovo edificio U28 destinato alla ricerca biomedica di frontiera e alla medicina di precisione che completa il campus monzese affiancandosi agli edifici U8, U18 e U38 dove già si svolgono le attività di didattica e ricerca del Dipartimento di Medicina e Chirurgia e dell’Ospedale San Gerardo partner dell’Università.

«In questa nuova Casa della ricerca e dell’innovazione, ci piace chiamarla così – ha proseguito Messa -, si farà ricerca di frontiera in ambito biomedico in un contesto ‘open access’ con il duplice obiettivo di attirare ricercatori e finanziatori anche dall’estero e accorciare i tempi della sperimentazione clinica per arrivare più in fretta al letto del paziente».

L’U28 è stato pensato per essere la Casa della ricerca e dell’innovazione. Non è destinato infatti alle attività didattiche, ma a ospitare la ricerca biomedica di frontiera: tecnologie che stanno emergendo come nanomedicina e scienze omiche, cioè genomica, proteomica, metabolomica, considerate fondamentali per la medicina di precisione. Un ambiente di ricerca basato sul modello della open science in cui la presenza di tecnologie è combinata con la presenza di competenze (scarica la scheda dell’U28).

Più di diecimila metri quadrati di superfice, nei quali troveranno posto grandi attrezzature per la ricerca e persone che la ricerca la fanno: docenti, dottorandi, assegnisti di ricerca.

La struttura, che sorge nel comune di Vedano al Lambro al confine con Monza, è stata realizzata nell’ambito di un accordo di programma tra Regione Lombardia e Università di Milano–Bicocca, a cui successivamente hanno aderito il Comune di Vedano al Lambro, l’Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza e la Provincia di Milano. Il costo finale è stato di oltre 13 milioni di euro, con un contributo della Regione Lombardia di 6.500.000 euro.

Il rettore ha ricordato che il totale dei finanziamenti ottenuti per progetti di ricerca finanziati su base competitiva e da attività conto terzi è stato di oltre 14 milioni di euro ed è aumentato dell'8 per cento, passando da circa 13,5 milioni dell’anno 2014 a circa 14,6 milioni nel 2015. Di questi il 26 per cento è rappresentato da finanziamenti Europei e circa il 30 per cento dalle entrate dei progetti in collaborazione con terzi. Particolarmente interessante è la crescita del 36 per cento del dato relativo all'attività di ricerca con le imprese che «rappresenta direttamente la misura del valore della nostra ricerca».

Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato anche Mauro Ferrari, Presidente e CEO del Houston Methodist Research Institute. Tra i fondatori della nanomedicina, Ferrari ha intuito l’importanza di fondere insieme il lavoro di fisici, clinici, informatici e chimici per ottenere risultati nella cura dei tumori e ha costituito aziende attive nella produzione di nanoparticelle impiegate nella cura di alcuni tipi del cancro (scarica la biografia di Ferrari).

«In questi anni l’Università di Milano-Bicocca ha dedicato molta attenzione alle aree emergenti delle scienze biomediche, quali la nanomedicina e la biologia dei sistemi – ha detto Ferrari nel suo intervento -. Queste aree definiranno il futuro della medicina e dei sistemi sanitari su base globale. È quindi particolarmente significativo che in questa occasione si proceda anche a inaugurare un centro dedicato alla nanomedicina e ai dispositivi nanotecnologici per le scienze biologiche. L’Ateneo ha dimostrato così tutta la sua capacità esecutiva che sottende queste iniziative alle frontiere della scienza».

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.