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Bicibus o pedibus. Cosa sono? Come accompagnare i bambini a scuola in epoca coronavirus

 

Oggi, in molte Regioni riprendono le scuole dell'infanzia e del primo ciclo. E molti genitori accompagneranno i figli in macchina. Ma e' davvero la scelta migliore per la loro salute? La Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, lo ha chiesto al team dei 'dottori antibufale' del sito dottoremaeveroche.it.

Negli ultimi 20 anni il modo di andare a scuola dei bambini e' cambiato: se un tempo andare a piedi o in bicicletta era la norma, oggi, attraverso la diffusione dell'automobile, il trasporto passivo ha sostituito quello attivo. E soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, molti genitori prediligono l'auto privata. La soluzione migliore per tutelare la salute dei piu' piccoli, pero', e' prendere l'abitudine di accompagnare i bambini a scuola a piedi. Per quali motivi? Innanzitutto, "bisogna tener presente che l'obesita' infantile e' in aumento. E uno dei motivi principali e' la diminuzione della quantita' di esercizio che i bambini stanno facendo.

Andare e tornare da scuola a piedi e' un ottimo modo per garantire un'attivita' fisica cinque giorni a settimana", sottolinea Joseph Perno, vicedirettore del Dipartimento di Medicina del Johns Hopkins All Children's Hospital. Ancora, "e' stato riscontrato che i bambini che vanno a scuola a piedi hanno un rendimento scolastico piu' elevato in termini di attenzione, abilita' verbali, numeriche e di ragionamento; minore stress durante la giornata scolastica e livelli piu' elevati di felicita', eccitazione e relax durante il viaggio verso la scuola. Andare a scuola a piedi puo' favorire ulteriormente la crescita personale sviluppando un senso di indipendenza nel processo decisionale, legami emotivi con i coetanei e con l'ambiente, oltre che le capacita' di muoversi in sicurezza in strada e nel traffico".

Inoltre, continua il report diffuso dalla Fnomceo- e' importante sapere che per molti inquinanti le concentrazioni all'interno dell'auto possono essere maggiori di quelle presenti nell'aria esterna: chi usa i veicoli a motore respira, infatti, anche una parte dei propri scarichi. A questo proposito e' fondamentale sapere che i bambini sono particolarmente esposti agli inquinanti e per questo occorre trovare soluzioni efficaci per preservarli. Ad esempio, se possibile meglio scegliere una scuola di quartiere, in una zona senza traffico intenso o senza fabbriche.

Riguardo al pedibus, si tratta di un autobus umano fatto da bambini che vanno a scuola a piedi, accompagnati da adulti, seguendo percorsi prestabiliti fatti da un capolinea, alcune fermate (talvolta indicate da cartelli) e orari prestabiliti. Esiste anche la versione su due ruote, un altro modo sostenibile per andare a scuola: il bicibus. Si tratta di un 'autobus a due ruote' formato da un gruppo di bambini in bicicletta che vanno e tornano da scuola accompagnati, anche in questo caso, da genitori volontari lungo percorsi prestabiliti e messi in sicurezza.

"La finalita' ultima dell'organizzare un pedibus o un bicibus nel proprio quartiere o nella scuola dei propri figli e' quella di promuovere nelle famiglie, nelle amministrazioni comunali e nella scuola, una cultura che porti a creare le condizioni solide e durature affinche' i bambini vadano a scuola da soli, a piedi o in bici", si legge su Piccolipiu' in Forma, sito di informazione rivolto alle famiglie per promuovere stili di vita sani. "Vale la pena organizzare queste iniziative perche' provare a disincentivare l'utilizzo di automobili e' anche un modo per rendere la citta' e i quartieri piu' vivibili, meno inquinati e meno pericolosi.

Per i bambini, inoltre, andare a scuola a piedi tutti insieme e' un modo per incontrare amici e per socializzare", continua l'analisi riportata dalla Fnomceo. Infine, vivendo a piedi o in bici il proprio quartiere, si impara a muoversi con consapevolezza sulla strada adottando comportamenti corretti. In questo periodo di emergenza sanitaria il pedibus puo' essere molto utile perche' permette di limitare la presenza dei genitori intorno alle scuole e quindi di ridurre i rischi di contagio. "Va pero' gestito con un'attenzione particolare, organizzando file disciplinate e rispettando il distanziamento fisico tra un bambino e l'altro". 

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