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BAMBINO GESU’, 200 MISSIONI SANITARIE IN 20 PAESI

Circa 200 missioni internazionali in 20 Paesi, oltre 30.000 ricoveri, 8.000 interventi chirurgici effettuati.

Formazione di personale sanitario, esportazione di nuovi protocolli clinico-chirurgici, realizzazione di strutture ad hoc per raggiungere e curare il maggior numero di bambini affetti da gravi patologie. E’ il bilancio degli ultimi anni dell’attività internazionale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che con medici e infermieri specializzati è presente in 4 Continenti per fornire cure pediatriche e assistenza alle popolazioni disagiate e per dotare il personale sanitario locale delle competenze necessarie per proseguire il lavoro in autonomia.

  

I progetti realizzati e le prospettive future dell’impegno internazionale del Bambino Gesù sono stati i temi del convegno “Globalizzazione della solidarietà. Raggiungere i bambini più bisognosi”. Primo appuntamento presso la Pontificia accademia delle Scienze, all’interno della Città del Vaticano. Secondo appuntamento presso la sede del Gianicolo dell’Ospedale Bambino Gesù.

  

Hanno partecipato i protagonisti della cooperazione sanitaria: medici e infermieri dell’Ospedale pediatrico romano impegnati nelle missioni, rappresentanti della Santa Sede e delle comunità religiose che gestiscono gli ospedali con cui il Bambino Gesù collabora, i direttori e il personale medico delle strutture sanitarie locali, rappresentanti di Fondazioni e Organizzazioni non governative che forniscono il loro sostegno.

  
«Globalizzare la solidarietà è l’invito pressante che ci viene dal Santo Padre» spiega la presidente del Bambino Gesù Mariella Enoc. «L’Ospedale ha tra le sue missioni quella di andare a portare la sua conoscenza, la sua capacità di cura nei Paesi dove c’è più bisogno di solidarietà. In questi anni siamo riusciti a farlo con l’aiuto di molti sostenitori, a cui dobbiamo la nostra gratitudine. Il nostro obiettivo deve essere quello di aiutare a crescere le forze e le realtà locali, perché poi siano loro stesse a portare avanti queste iniziative. Globalizzare la solidarietà, nel nostro caso, significa soprattutto fare formazione, trasferire conoscenze e competenze»

   

MISSIONI SANITARIE IN 4 CONTINENTI: I NUMERI

     
Medici e infermieri specializzati dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede effettuano attualmente missioni in Cambogia, Vietnam, Tanzania, Haiti, Russia, Giordania, Macedonia, Cile, Venezuela. Nel tempo sono stati realizzati interventi di cooperazione sanitaria anche in Libano, El Salvador, Montenegro, Albania, Perù, Siria, Eritrea, Palestina, Benin, Kurdistan e Georgia.

     

Nel corso di oltre 200 missioni sanitarie, gli specialisti del Bambino Gesù hanno trattato, anche chirurgicamente, migliaia di bambini con problemi cardiaci, affetti da HIV, con patologie neurologiche, neonatali e dermatologiche gravi e, in alcuni casi, molto rare. Alcuni piccoli pazienti sono stati sottoposti a interventi di chirurgia plastica e a trapianto di rene. Complessivamente sono state effettuate oltre 60.000 visite ambulatoriali, 8.000 interventi chirurgici e 30.000 ricoveri.

 

Negli ultimi anni, In base ad una serie di accordi internazionali, oltre 100 bambini con patologie non trattabili nei loro Paesi di origine sono stati curati al Bambino Gesù di Roma. Tra questi, 30 pazienti cardiopatici provenienti da Vietnam, Cambogia e Tanzania e 26 piccoli venezuelani, affetti da patologie onco-ematologiche, sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche. Sempre nella sede di Roma sono stati formati 144 tra medici e infermieri provenienti da Paesi in via di sviluppo. 106 il numero delle persone, tra amministrativi e personale sanitario, formate in loco.

  
LA STORIA DELLA COOPERAZIONE: LE TAPPE PIU’ SIGNIFICATIVE

  
Il primo Paese ad accogliere i medici del Bambino Gesù, nel corso degli anni 80, per dirigere il reparto di Pediatria dell’Ospedale Regina Elena di Asmara, fu l’Eritrea. Da questa esperienza nacque l’idea di una presenza stabile e istituzionalizzata che passasse anche attraverso accordi con i governi locali 

 

Oggi l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù può contare su un servizio che gestisce e coordina l’attività sanitaria in ambito internazionale, impegno cresciuto esponenzialmente soprattutto nell’ultimo decennio. Tutti i progetti vengono realizzati secondo principi di sostenibilità e adottando le modalità operative della più moderna cooperazione internazionale.

   
Tra le tappe principali di questo percorso, la realizzazione, nel 2006, del Centro clinico-chirurgico di Takeo, in Cambogia: 54 posti letto per accogliere piccoli pazienti con varie patologie, una sala operatoria e tre Centri specifici per il trattamento dei casi di malnutrizione, la cura dei problemi neonatali e l’assistenza delle donne in gravidanza. Sempre nel 2006 a Dodoma, in Tanzania, è stato inaugurato il un laboratorio analisi e trattamento dell’HIV.  Nel 2011 è stato avviato un percorso di formazione per medici e infermieri ad Haiti, mentre nel 2013 il personale sanitario del Bambino Gesù è approdato in Vietnam, al National Pediatric Hospital di Hanoi, dove è stato realizzato un reparto di urologia e nefrologia ed eseguito il primo trapianto pediatrico di rene da donatore vivente. Negli ultimi due anni sono stati visitati complessivamente oltre 20.000 bambini; circa 1.700 i ricoveri. 

   

Un altro Centro clinico-chirurgico è stato realizzato, sempre nel 2013, presso il St. Gaspar Hospital di Itigi, in Tanzania, grazie alla collaborazione con i Padri del Preziosissimo Sangue che gestiscono la struttura sanitaria da più di 25 anni. Nel Centro vengono trattati prevalentemente bambini malnutriti e con infezioni di varia origine. I piccoli pazienti tra gli zero e i 12 anni di età ricoverati nel biennio 2013-2014 sono stati quasi 9.000; oltre 18.000 le visite ambulatoriali. Lo scorso anno l’Ospedale Pediatrico della Santa Sede, in collaborazione con Caritas Libano e il Pontificio Consiglio Cor Unum, ha fornito supporto a medici e infermieri locali per la cura dei profughi siriani in Libano, nella regione di Bekaa.

  

Recentissimo, nel 2014, l’avvio del Centro di Neuroriabilitazione nell’Ospedale Italiano di Karak, in Giordania, gestito dalla comunità delle Suore Comboniane. E’ dotato di una sala per la riabilitazione di piccoli pazienti con patologie neurologiche e i bambini che stanno seguendo un percorso personalizzato sono assistiti da personale sanitario locale (due tecnici della riabilitazione e un neurologo) formati dai medici del Bambino Gesù. Nel primo anno di attività del Centro sono stati visitati oltre 500 bambini.

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