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Bambini e Vacanze: 5 regole per evitare problemi intestinali

Le vacanze sono il momento ideale per trascorrere finalmente un po’ di tempo con i nostri bambini, talvolta però capita che proprio durante le agognate ferie i più piccoli manifestino spiacevoli disturbi, quali dolori addominali, diarrea e/o stipsi e problemi digestivi.

Non è sfortuna e non è un caso: questi malesseri sono spesso dovuti proprio ai viaggi, al cambiamento di abitudini e all’incontro con alimenti e climi estranei. Il segreto per evitarli è prendersi cura, in anticipo, del microbioma intestinale.

 

Il microbioma intestinale, l'insieme dei microrganismi presenti nell’intestino, è un ecosistema bilanciato, ma quando abitudini e ambiente cambiano, può crearsi una condizione di disequilibrio, definita dagli esperti disbiosi, che è causa di disturbi intestinali e non solo di vario genere.

 

I bambini sono proprio i soggetti più a rischio nei viaggi. Soprattutto i bambini più piccoli sono maggiormente soggetti e condizionati dai cambiamenti nelle abitudini alimentari e nello stile di vita. Inoltre, mentre il microbioma di un adulto è già formato e sostanzialmente stabile, quello di un bambino, soprattutto nei primi anni di vita, è in continua evoluzione.  Come ci spiega il Prof. Salvatore Cucchiara, Direttore della Unità di Gastroenterologia e Epatologia Pediatrica dell’Università di Roma “La Sapienza”:“In vacanza i bambini sono più facilmente soggetti a disbiosi intestinale sia in quanto maggiormente predisposti all’influenza di fattori esterni, sia perché in quel periodo vengono fatte loro più concessioni che li portano a seguire un’alimentazione più sregolata, povera in vegetali, frutta e cereali, ma ricca in dolciumi, grassi saturi e bevande zuccherate ipercaloriche”.

 

Il Prof. Cucchiara però ci rassicura “L’equilibrio del microbioma può essere ristabilito con una dieta mediterranea, tanto movimento all’aria aperta e l’uso di probiotici”.

 

Di seguito 5 semplici regole, valide anche per i grandi :

 

  1. Igiene. Ricordiamo di lavare le mani e di conservare adeguatamente gli alimenti. In vacanza, soprattutto durante il viaggio, si usano più spesso i servizi pubblici, oppure si consumano cibi conservati in modo non idoneo, o in luoghi pubblici non sicuri, così è facile introdurre una carica batterica più alta rispetto alla norma.

 

  1. Dieta corretta. Non bisogna saltare i pasti, né cedere all’offerta spesso eccessiva di carboidrati e farinacei; al contrario l’ideale è consumare almeno due porzioni di frutta e due di verdura al giorno.

 

  1. Probiotici: un valido aiuto per evitare guai. Nonostante queste attenzioni, resta influente una componente di diversificazione delle abitudini che è impossibile controllare: la dieta si altera, il clima influisce maggiormente e i ritmi di vita cambiano. Fortunatamente un aiuto può venire dai probiotici che aiutano a mantenere l’equilibrio del microbioma, o almeno mitigano gli effetti della disbiosi.

 

  1. Scegliere i probiotici giusti. Meglio optare per probiotici che siano ben studiati ed  abbiano dato prova di non essere dannosi e dimostrato di svolgere attività benefiche. Recentemente due ceppi, il Bifidobacterium longum BB536 e il Lactobacillus rhamnosus HN001, hanno dimostrato effetti benefici, essendo in grado di sopravvivere alle avverse condizioni gastrointestinali, di aderire alla mucosa intestinale e di interagire con l’ambiente intestinale.

 

  1. Tempo al tempo. Importante infine assumere correttamente i probiotici, lasciando loro il tempo necessario per essere efficaci. Inutile pretendere che 3-4 giorni di somministrazione di probiotici siano sufficienti a restituire l’equilibrio intestinale: sono necessarie almeno 3-4 settimane di trattamento; stile di vita e alimentazione corretti faranno il resto.

 

Il consigli sono stati sviluppati con la consulenza di:

 

  • Prof. Salvatore Cucchiara, Direttore della Unità di Gastroenterologia e Epatologia Pediatrica dell’Università di Roma “La Sapienza
  • Professor Lorenzo Drago, Direttore Laboratorio di Analisi Chimico-Cliniche e Microbiologiche, IRCCS Galeazzi, Università di Milano
  • Dott.ssa Etta Finocchiaro, Specialista in Dietologia e Scienza dell’Alimentazione, Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza, Molinette

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