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Aumentano i rischi per la salute sul lavoro. Indagine in Svizzera

Più della metà delle persone attive è esposta a un accumulo di rischi fisici sul posto di lavoro, ovvero dieci punti percentuali in più rispetto al 2007 (42%). Le persone esposte a tali rischi dichiarano due volte e mezzo più spesso di versare in condizioni generali di salute precarie rispetto ai colleghi non esposti.

Dal 2007 è rimasta stabile la percentuale di persone che teme di perdere il posto di lavoro (13%). Chi ha paura di perdere il lavoro dichiara di risentire dei sintomi della sofferenza psicologica il doppio più spesso di chi non ha lo stesso timore. Questi sono alcuni dei risultati dell'indagine sulla salute in Svizzera 2012, realizzata dall'Ufficio federale di statistica (UST) in materia di salute e lavoro.Lavorare e farlo nelle condizioni opportune è un elemento importante per la salute di una persona. L'indagine sulla salute in Svizzera 2012, realizzata dall'Ufficio federale di statistica, permette di fare il punto della situazione.


Aumento dei rischi fisici
Nel 2012 il 52% delle persone attive di età compresa tra i 15 e i 64 anni era esposto ad almeno tre rischi fisici accumulati sul posto di lavoro, come il sollevamento di carichi pesanti (33%), l'esposizione a rumori forti (25%) o a prodotti tossici (22%). La percentuale di persone attive esposte a tale accumulo di rischi è aumentata di dieci punti percentuali tra il 2007 e il 2012. Non è una novità che le persone più esposte siano quelle che lavorano nel settore agricolo (87%) e nelle costruzioni (79%), ma i rischi fisici sono molto frequenti anche in vari rami del settore terziario, come quello degli alberghi e ristoranti (71%), dei trasporti (62%), del commercio (60%) e del settore sanità e servizi sociali, per le donne (57%).
Le persone esposte a un accumulo di rischi fisici dichiarano decisamente più spesso uno stato generale di salute precario rispetto a quelle non esposte ad alcun rischio (13 contro 5%).

Esigenze elevate aumentano il rischio di stress
I rischi psicosociali più frequenti sono il risultato di una situazione lavorativa molto esigente o molto intensa. I rischi psicosociali sono legati all'organizzazione del lavoro. Nel 2012, infatti, il 46% delle persone attive lavorava per i tre quarti (o più) del tempo a ritmi elevati. Le persone che lavorano a contatto con il pubblico (clienti, pazienti, ecc.), invece, possono essere esposte a elevate esigenze emotive, come dover celare le proprie emozioni (18%) o vivere tensioni con il pubblico (9%).
Le persone esposte a questi tipi di esigenze elevate rischiano maggiormente di avvertire stress sul lavoro, che sia costantemente o per la maggior parte del tempo (il 18% delle persone attive). Le persone stressate hanno più spesso la sensazione che il loro lavoro le svuoti sul piano emotivo (il 49 contro il 13% di quelle che non avvertono stress) e questo è un indizio che rimanda al rischio di burnout.


Mancanza di autonomia più frequente tra le donne
La mancanza di autonomia sul posto di lavoro può rappresentare un fattore di rischio per la salute, in particolare se si combina con esigenze elevate. Le donne denunciano più spesso dei colleghi uomini una simile mancanza (37 contro 29%), per esempio per il fatto che non possono mai o solo raramente fare pause quando lo desiderano (25 contro 18%). E le persone con un basso livello di formazione sono più esposte alla mancanza di autonomia (53%). Nel 2012, il 14% delle persone che denunciavano mancanza di autonomia sul lavoro dichiaravano uno stato generale di salute precario, contro l'8% delle persone non colpite da tale problema.


Una persona attiva su sei è vittima di discriminazione o violenza
Nel 2012 il 19% delle donne e il 16% degli uomini dichiaravano di essere state vittime almeno una volta di discriminazione o di violenza sul posto di lavoro. I casi di intimidazione, molestia morale o mobbing sono i più frequenti (7%), seguiti da quelli di violenza verbale (5%). Le vittime di violenza o discriminazione soffrono più spesso di esaurimento emotivo (40 contro 15%).
Stabile l'insicurezza del lavoro
Nel 2012 il 13% delle persone attive temeva di perdere il lavoro, sia tra gli uomini che le donne, come nel 2007. Le persone con un basso livello di formazione sono nettamente più esposte a tale insicurezza (29%). Le persone che temono di perdere il lavoro manifestano il doppio più spesso sintomi di stress psicologico medio o elevato (28 contro 14%).

Indagine sulla salute in Svizzera
L'ultima indagine sulla salute in Svizzera (ISS) è stata realizzata nel corso del 2012 su un campione rappresentativo della popolazione residente permanente in Svizzera, composto da persone di età superiore ai 15 anni che vivono in economie domestiche. Per correlare le condizioni di lavoro con lo stato di salute l'analisi si è focalizzata su persone di età compresa tra i 15 e i 64 anni, lavoratori dipendenti o indipendenti, che lavorano a un tasso di attività minimo del 20% e hanno compilato il questionario scritto, che riportava le domande relative alle condizioni di lavoro. Tale campione era composto da 5748 uomini e 5409 donne (totale 11'157 persone).

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