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Assistenza domestica agli anziani 24 ore su 24: nuova regolamentazione entro metà 2018

Il Consiglio federale ha deciso che entro metà 2018 dovrà essere regolamentata, con la collaborazione dei Cantoni, l’assistenza domestica agli anziani 24 ore su 24, stabilendo disposizioni minime per il conteggio delle ore di presenza in base alle esigenze di assistenza dei clienti.

Secondo il rapporto sulla valutazione delle spese di regolamentazione di cui il Consiglio federale ha preso atto il 21 giugno 2017, ci sarebbero nel nostro Paese circa 10 000 badanti pendolari, la maggior parte delle quali viene in Svizzera per 2-4 settimane per assistere a domicilio una persona anziana. Successivamente queste badanti rientrano nel loro Paese per un periodo altrettanto lungo, per poi ritornare in Svizzera e rioccupare lo stesso posto di lavoro. Stando alle stime questo modello assistenziale riguarderebbe attualmente circa 5000 anziani. I particolari rapporti di lavoro sono stati criticati più volte, non da ultimo perché incompatibili con le usuali condizioni di lavoro.

Il 21 giugno 2017 il Consiglio federale ha perciò incaricato il DEFR di elaborare, insieme ai Cantoni, un modello di contratto normale di lavoro cantonale per l’assistenza domestica agli anziani. In questo modo si vogliono stabilire disposizioni minime per il conteggio delle ore di presenza in base alle esigenze di assistenza dei clienti. Per l’elaborazione del modello verranno coinvolte tutte le cerchie interessate.

Con la collaborazione dei Cantoni e delle cerchie interessate si dovranno inoltre elaborare e diffondere adeguatamente le informazioni necessarie affinché le badanti pendolari conoscano i loro diritti, i prestatori di servizi i loro obblighi, i clienti e i loro familiari le condizioni quadro giuridiche per l’assistenza domestica agli anziani 24 ore su 24.

Ad aprile 2015 il DEFR aveva presentato al Consiglio federale un rapporto con cinque varianti su come disciplinare questi rapporti di lavoro: assoggettamento alla legge sul lavoro, emanazione di un’ordinanza concernente la legge sul lavoro, rafforzamento dei CNL cantonali o creazione di un CNL nazionale con disposizioni vincolanti sulle condizioni di lavoro, elaborazione di un contratto collettivo di lavoro o introduzione, per i datori di lavoro, dell’obbligo di informare. 

Successivamente il Consiglio federale ha incaricato il DEFR di analizzare l’impatto della regolamentazione, di intavolare una discussione con i Cantoni, i partner sociali e le organizzazioni interessate e di presentargli i risultati in un rapporto.

Ingente aumento dei costi

Dopo aver preso atto del rapporto, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che a seconda del tipo di regolamentazione i costi aggiuntivi oscillerebbero tra i 70 e i 500 milioni di franchi all’anno. Alla luce dello sviluppo demografico, inoltre, questi costi aumenterebbero del 50 per cento entro il 2030. Adottando ad esempio la variante minima, l’aumento dei costi sarebbe di 1200 franchi per singolo rapporto di assistenza.

I prestatori di servizi interpellati hanno confermato che addebiteranno ai clienti gli eventuali costi supplementari. Ciò comporterebbe inoltre prestazioni Spitex più onerose a carico delle casse malati e costringerebbe molti anziani a ripiegare sulle case di cura perché non più in grado di permettersi una badante.

Già oggi i salari minimi vengono tendenzialmente rispettati

Il rapporto, inoltre, dimostra che di regola lo stipendio orario minimo viene rispettato già oggi, conformemente al contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale per la fornitura di personale a prestito o al contratto normale di lavoro per il personale domestico valido a livello nazionale.

L’ipotesi di un’ulteriore regolamentazione delle condizioni di lavoro è stata esaminata insieme alle cerchie interessate. Queste ultime, pur teoricamente favorevoli, sono discordi sull’approccio da adottare.

Questioni ancora aperte sulle cure a lungo termine

Per quanto concerne le cure a lungo termine in generale, il DFI sta attuando un apposito pacchetto di misure insieme ai Cantoni. Le condizioni di lavoro sono soltanto uno dei tanti aspetti da considerare all’interno di una tematica sociosanitaria molto più ampia. Non è ancora chiaro, ad esempio, quali saranno i futuri modelli assistenziali che la Svizzera adotterà per gli anziani, la cui quota rispetto alla popolazione totale è destinata ad aumentare. Non è chiarita neppure la questione della qualità delle prestazioni di assistenza, né tanto meno quella del loro finanziamento.

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