IT   EN

Ultimi tweet

ASMA: FORMA "GRAVE PROBLEMATICA" PER IL 5% DEI PAZIENTI MA E' IL 30-50% DEI COSTI

Nelle ultime settimane la stampa ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica la questione dell’Istituto Pio XII di Misurina, mettendo in risalto alcune delle diverse problematiche che ne stanno alla base. 


Fin dall’inizio degli anni ottanta, diversi studi clinici a Misurina hanno evidenziato come i bambini con asma allergico possano trarre vantaggio in termini di miglioramento della sintomatologia, recupero della funzionalità respiratoria e riduzione dell’infiammazione allergica a carico delle vie aeree con significativo vantaggio in termini di controllo di malattia durante il ricovero. Negli stessi anni, negli altri due centri “gemelli” di Misurina, Briancon e Davos, gruppi di ricercatori indipendenti hanno prodotto evidenze analoghe a dimostrazione del fondamento scientifico e della correttezza delle informazioni ottenute negli studi su pazienti asmatici in ambiente alpino. 


Nel frattempo l’offerta terapeutica per il controllo dell’asma, sia a livello di disponibilità di principi attivi sia in termini di migliorate competenze e maggior diffusione delle strumentazioni basilari per la diagnosi e cura della malattia nel bambino, si è diffusa a livello territoriale, fornendo ad un maggior numero di pazienti adeguata assistenza presso le strutture di riferimento dei luoghi di residenza. Nella maggior parte delle Regioni, il sistema hub and spoke con centri di riferimento regionali a disposizione delle strutture satelliti ha consentito una valida presa in carico e gestione dei bambini asmatici.

Proprio questo sistema organizzativo ha però messo in evidenza come ancora oggi, in un numero relativamente ridotto ma significativo di casi, l’asma rappresenti una patologia di difficile controllo, nonostante i farmaci a disposizione. Infatti, in alcune situazioni la mancata risposta alla terapia, in altre la difficoltà di una corretta gestione del paziente per presenza di comorbidità, esposizione a fattori ambientali quali fumo di sigaretta o elevati livelli di allergeni, l’asma può risultare non controllato, anche con manifestazioni cliniche di grave entità. 


La difficoltà di una corretta gestione di un significativo numero di bambini asmatici, con frequenti riacutizzazioni il cui significato fisiopatologico non si limita all’evento momentaneo ma si traduce in un danno d’organo che oggi sappiamo permane nelle età successive, è oggettivata dalla frequenza di eventi critici, con un numero troppo elevato di casi con esiti mortali, che si osserva ancora oggi in Italia e in Europa. La Società Italiana di Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) già da diversi anni segue con interesse e preoccupazione il problema della gestione dell’asma di difficile controllo ed ha promosso la realizzazione di un osservatorio nazionale, attualmente presso il CINECA, allo scopo di una miglior comprensione e gestione di queste categorie di bambini asmatici.

Questi dati, raccolti da centri di riferimento distribuiti sulla maggior parte del territorio nazionale sono sostanzialmente in linea con numeri provenienti da altri studi europei che dimostrano che, nonostante l’asma grave problematica interessi meno del 5% della totalità degli asmatici, essa rende conto del 30-50% dei costi sanitari relativi al totale della patologia. È pertanto evidente come ottimizzare la gestione di questi pazienti, pur numericamente non rilevanti, abbia non solo dei risvolti sanitari ma anche economico-sociali di significativo interesse per tutto il Sistema Sanitario Nazionale italiano. 


La SIMRI, Società per le malattie Respiratorie Infantili, ritiene pertanto fondamentali le annunciate iniziative da parte della Regione Veneto, che fino ad oggi ha sempre contribuito in modo significativo e preponderante al funzionamento della struttura di Misurina, di portare al Tavolo nazionale della Conferenza Stato-Regioni la questione relativa all’Istituto Pio XII. Un coordinamento della gestione dei casi di bambini asmatici con patologia problematica a livello nazionale, con il coinvolgimento delle diverse parti coinvolte quali associazioni dei pazienti, medici specialistici che operano ai diversi livelli delle strutture del SSN, Società Scientifiche, Organi regionali, auspicabilmente con il sostegno attivo del Ministero della Salute, rappresenta la miglior strategia per consentire un razionale impiego e sviluppo di risorse di eccellenza, come l’Istituto Pio XII, destinate alla cura di una patologia che, in particolare nel bambino, oltre a presentare ancora oggi dei rischi nella gestione attuale della malattia potenzialmente può riflettersi sullo stato di salute in età adulta. Inoltre, le esperienze e competenze specifiche acquisite nella gestione di casi complessi di asma bronchiale possono rappresentare delle risorse spendibili anche nella gestione di altre patologie croniche complesse, favorendo così lo sviluppo a livello nazionale di nuove strategie socio sanitarie specialistiche in campo bronco-pneumologico pediatrico. 

Prof. Giorgio Piacentini

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.