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ANAGRAFE MONDIALE DEI TUMORI, CONDIVISE DALL'ITALIA 1.000 "CARTE DI IDENTITA' MOLECOLARI"

Oltre un petabyte (1.027 TB) di informazioni relative a 1.000 pazienti oncologici condivise con il network oncologico mondiale: è il patrimonio che Alleanza Contro il Cancro, la rete oncologica nazionale, mette oggi a disposizione della comunità scientifica internazionale per alimentare il confronto quotidiano con le altre carte di identità molecolari – 15 mila in tutto, per ora.

Lo ha detto nell’ambito dell’Annual Meeting di ACC il Direttore Scientifico della Rete, Piergiuseppe Pelicci, intervenuto per fare il punto e descrivere le traiettorie sviluppo dei programmi dell’organizzazione fondata nel 2002 dal Ministero della Salute.
 
«Le informazioni digitali – ha detto lo scienziato – si trovano fisicamente al CINECA, a Casalecchio (BO), in un mega server al quale tutti gli IRCSS associati e l’Istituto Superiore di Sanità possono facilmente accedere e condividere informazioni con omogeneità. C’è bisogno di nuova informatica, reati neurali, intelligenza artificiale –  ha aggiunto – questa è un’alleanza sacra della conoscenza in cui si utilizza la conoscenza del mondo per decifrare il tuo Paziente. Nei prossimi tre anni le profilature disponibili aumenteranno in modo esponenziale raggiungendo diverse centinaia di migliaia di unità, basi pensare che nel solo Regno Unito il solo progetto genoma ha un primo plafond di 100 mila schede».
 
Pelicci, noto al grande pubblico per avere scoperto il cosiddetto gene dell’invecchiamento, ha spiegato che l’attività di Alleanza Contro il Cancro «è giunta a buon punto, in due due anni sono stati perfezionati pannelli che consentono di analizzare simultaneamente, a basso costo, i geni del rischio tumorale e per la stratificazione terapeutica. Il primo punto di arrivo della traiettoria è che entro i prossimi tre anni ogni paziente degli Istituti Associati possa essere profilato sia sotto il profilo del mantenimento della salute, sia della guarigione. Per fare questo – ha concluso Pelicci – abbiamo creato una facility mettendo tutti gli IRCSS nelle condizioni di poter sequenziare i propri Pazienti».

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