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Amianto: 120 malati di tumore ogni anno in Svizzera

Le persone che soffrono di un mesotelioma e i loro familiari otterranno presto un sostegno finanziario adeguato e un’assistenza psicologica. La tavola rotonda organizzata dal consigliere federale Alain Berset, con l’obiettivo di trovare sbocchi su un piano consensuale, è riuscita a fissare i punti di riferimento per una soluzione in questo senso, che definiscono chi ha diritto a tali prestazioni e le modalità per la loro fornitura nel singolo caso.

Il finanziamento avverrà tramite un fondo ancora da costituire. In una tappa successiva sarà definito il reperimento dei necessari mezzi finanziari.

Ogni anno in Svizzera circa 120 persone si ammalano di un tumore maligno del peritoneo o della pleura dovuto all’amianto (mesotelioma) in seguito all’inalazione, in un periodo precedente, di una quantità cancerogena di fibre di amianto. Una trentina di loro non beneficia delle prestazioni dell’assicurazione infortuni obbligatoria (AINF) perché la malattia insorta non è professionale ed è perlopiù economicamente svantaggiata rispetto agli assicurati AINF.

Sotto la direzione dell’ex consigliere federale Moritz Leuenberger i rappresentanti delle vittime dell’amianto, delle aziende di produzione e di lavorazione dell’amianto attive in passato, dei sindacati, dell’economia e della Suva hanno fatto il punto della situazione all’inizio della tavola rotonda. In una seconda fase dei lavori i partecipanti hanno potuto accordarsi su una soluzione che permette alle persone ammalatesi di mesotelioma di ricevere rapidamente un adeguato sostegno finanziario e psicologico. A tale scopo dovrà essere creato un fondo al quale attingere per indennizzare le vittime secondo principi schematici e semplici, evitando loro di dover adire le vie legali per far valere i propri diritti.

 


Tutte le persone malate di mesotelioma devono essere trattate alla pari
Per principio, tutte le persone che si sono ammalate di mesotelioma dopo il 2006 devono poter beneficiare di questo sostegno, indipendentemente dal fatto che si tratti di una malattia professionale riconosciuta o meno. L’importo massimo del sostegno finanziario, così come il calcolo della somma da versare nel singolo caso, si orientano alle prestazioni corrisposte dall’assicurazione infortuni obbligatoria ai pazienti che soffrono di una patologia riconosciuta come malattia professionale da amianto. Sono previste prestazioni anche per gli assicurati AINF. Occorre pertanto garantire che le persone non assicurate presso l’AINF e i pazienti che invece lo sono siano trattati alla pari, e che entrambi i gruppi beneficino del medesimo sostegno.

 

Concretamente, la somma che una vittima dell’amianto riceverebbe nel singolo caso dal fondo dipenderà dall’anno di insorgenza della malattia, dal fatto che la persona in questione abbia già ricevuto o meno prestazioni dall’assicurazione infortuni obbligatoria e dall’entità del suo reddito prima dell’insorgenza della patologia. Parimenti è previsto il versamento di indennizzi forfettari unici ai superstiti dopo il decesso della persona interessata. Chi riceve un pagamento dal fondo deve, in compenso, rinunciare a far valere pretese civili. Secondo la volontà della tavola rotonda, anche le cause pendenti devono poter essere risolte in un quadro extragiudiziario e facendo ricorso al fondo.

 

Creazione di un «Care-Service» per le persone interessate
I lavori della tavola rotonda hanno mostrato che le persone malate ricevono attualmente cure mediche di qualità, tuttavia spesso senza un accompagnamento psicologico sufficiente per loro e i loro familiari. Occorre pertanto creare, in collaborazione con le istituzioni esistenti, un «Care-Service» per le persone interessate la cui offerta sia gratuita e facilmente accessibile. La tavola rotonda elabora attualmente una proposta per il seguito dei lavori ed è in contatto con le leghe polmonari regionali per esaminare diversi progetti pilota a livello nazionale.

Partendo dai criteri per gli aventi diritto, dalle prestazioni proposte e in considerazione dei nuovi casi previsti, la tavola rotonda ha preventivato i costi attesi. Per una durata fino al 2025, le risorse per il costituendo fondo sono state stimate a circa 100 milioni di franchi. Qualora fosse necessario attingervi anche dopo, si dovrà trovare una soluzione per il periodo successivo. Tuttavia, secondo le previsioni, il numero delle persone che si ammaleranno di mesotelioma dopo il 2025 dovrebbe ridursi di molto rispetto a quello attuale e tenderà a diminuire ulteriormente. Una delegazione della tavola rotonda svolgerà dei colloqui con aziende e settori industriali interessati per tematizzare la possibilità di contribuire volontariamente al fondo.

Lavori legislativi in corso
Le persone danneggiate dall’amianto e i loro familiari possono pretendere il risarcimento del danno e la riparazione morale in sede civile dalle persone e dalle aziende che ritengono responsabili della loro malattia. Nonostante ciò, secondo il diritto vigente queste pretese cadono in prescrizione al più tardi dieci anni dopo la fine dell’influsso dannoso e perciò di solito molto tempo prima dell’insorgenza della malattia. Pertanto, nel quadro della revisione in corso del diritto in materia di prescrizione, il Consiglio federale e il Consiglio nazionale intendono prorogare il termine di prescrizione per i danni tardivi, per esempio per quelli causati dalle fibre di amianto, rispettivamente a 30 e a 20 anni per i nuovi casi. Invece, secondo il Consiglio degli Stati il termine non va prorogato.

Tuttavia quest’ultimo intende attuare la sentenza del marzo 2014 della Corte europea dei diritti dell’uomo, che aveva criticato il diritto svizzero in materia di prescrizione in un caso di danno da amianto, mediante un apposito disciplinamento transitorio a favore delle vittime dell’amianto. In considerazione dei lavori della tavola rotonda, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha rinviato l’appianamento delle differenze a fine agosto 2016. La tavola rotonda ritiene che i punti di riferimento elaborati permetteranno al Parlamento di trovare una soluzione adeguata a questo problema.

Soprattutto negli anni 1960 e 1970 l’amianto è stato trasformato in diversi materiali da costruzione e utilizzato in larga misura sia nell’edilizia, sia nell’industria e nella tecnica. Per prevenire le malattie dovute all’amianto, dal 1971 vigevano un valore limite e disposizioni di protezione per i lavoratori che entravano in contatto con le fibre di amianto. Nel 1987 la sostanza è stata inserita nella classe di veleno 1 e nel 1989 è entrato in vigore un divieto generale di utilizzazione dell’amianto che, dal 1990, proibisce l’impiego di prodotti e apparecchi contenenti questa sostanza. Inoltre diversi uffici federali, i servizi specializzati cantonali, la SUVA, le associazioni dei datori di lavoro e i sindacati lavorano da anni in stretta collaborazione per mettere in guardia la popolazione e proteggerla dalle esposizioni all’amianto pericolose per la salute.

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