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Amgen tra i migliori luoghi di lavoro in Italia

Tremila ore di formazione in un anno, 13.000 ore di lavoro svolte comodamente da casa, flessibilità, check up gratuiti e coperture assicurative sono solo alcuni degli elementi di una strategia che ha reso Amgen uno dei posti migliori dove lavorare in Italia, un sistema di lavoro efficace, in grado di ottimizzare le dinamiche organizzative, favorire le persone e le loro esigenze, dando luogo a relazioni umane sane e costruttive.

Un caso di successo celebrato di recente con l’evento: “Amgen W.o.W. - Way of Working” che racconta questa scalata attraverso le testimonianze dei suoi protagonisti: Bruno, che ha realizzato il suo sogno di “aspirante scienziato”; Donatella, che ha vissuto in prima persona tutti i progressi dell’Azienda; Stefano, che ha collaborato al lancio di un nuovo farmaco salva vita; Sara, che è stata promossa dirigente durante il periodo di maternità; Luigi, diventato responsabile delle Risorse Umane dopo una rapida crescita interna. Una case history, studiata anche dalla Scuola di Management della SDA Bocconi e pubblicata su una delle più importanti Clearing House a livello internazionale, che può essere un esempio per tante altre imprese.

Il modello adottato da Amgen mette le persone concretamente al centro con azioni e attività di diverso tipo, prima tra tutte, il programma i-Time che dà la possibilità di lavorare da casa una volta alla settimana, favorendo l’equilibrio tra vita professionale e vita privata. La formazione è un altro dei punti cardine su cui Amgen investe: lo scorso anno l’Azienda ha offerto una media di dieci ore all’anno di formazione per ogni dipendente, con un investimento totale di oltre 400.000 euro.

Una formazione che ha consentito di creare le competenze necessarie per far crescere molti talenti. Infatti, il 60% delle posizioni aperte nel 2016 sono state soddisfatte internamente, il 10% in più rispetto all’anno precedente. Per il benessere e la salute del personale, l’Azienda ha adottato un approccio olistico al welfare aziendale che va dalla prevenzione alla cura e che si rivolge a tutti i dipendenti grazie all’offerta di tre polizze (sanitaria, infortuni, vita), di un check-up gratuito completo e di benefit flessibili per richiedere rimborsi per spese mediche, libri scolastici e viaggi.

“Far parte del selezionato gruppo di aziende considerate il miglior posto in cui lavorare nel nostro Paese è per noi un risultato davvero importante - afferma Francesco Di Marco, Amministratore Delegato di Amgen in Italia – Abbiamo intrapreso un articolato percorso di cambiamento interno e il clima di rispetto e fiducia, riscontrato anche dall’indagine condotta da Great Place to Work Institute®, indica che stiamo procedendo nella giusta direzione: quella in cui la crescita e il raggiungimento degli obiettivi aziendali si congiungono con il benessere e la serenità dei lavoratori.

 

La nostra missione è sempre stata quella di prenderci cura dei pazienti, in tutto il mondo, quello che facciamo qui in Italia è anche garantire il benessere delle nostre persone.” In poco tempo, l’Azienda leader nelle biotecnologie è stata protagonista di un profondo cambiamento: nel 2012 la consociata italiana risultava all’ultimo posto dell’indagine interna sul clima aziendale tra tutte le sedi mondiali. Oggi, dopo soli quattro anni, è al primo posto. Un salto in avanti riconosciuto anche esternamente dal mondo accademico e da quello del lavoro. Amgen è attiva in Italia dal 1990, oggi conta circa 300 dipendenti e un livello occupazionale altamente specializzato: l’88% possiede un titolo di laurea contro una media nazionale che si aggira intorno al 15%. Significativo, inoltre, il dato sull'occupazione femminile: le donne sono il 50% della popolazione aziendale e il 35% di loro occupa posizioni dirigenziali. L’Azienda genera valore per il Paese anche attraverso una collaborazione strategica con tutti gli attori del sistema salute e in particolare con i centri di eccellenza di cui è ricca l’Italia. Al momento sono in corso circa 41 studi clinici che coinvolgono 283 centri per un totale di oltre 1.100 pazienti in tutta la penisola. Altri 30 sono gli studi spontanei che l’Azienda sostiene.

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