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ALLERGOLOGI, SENZA DECRETO DEFINITIVO A RISCHIO DIAGNOSTICA PUBBLICA

Si è aperto a Firenze il Congresso Nazionale Aaiito (Associazione allergologi immunologi italiani territoriali e ospedalieri), che si concluderà il 29 novembre. Il Congresso di quest'anno rappresenta il punto di arrivo di un periodo caratterizzato da riduzioni di attività specialistiche in ambito allergologico e frequenti spostamenti degli specialisti in ambiti clinici diversi, a causa della perdurante pandemia Covid-19.

Uno dei temi caldi e trasversali della quattro giorni congressuale è il futuro dell'allergologia in Italia. Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) eroga le prestazioni sanitarie incluse nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) attraverso erogatori pubblici (Aziende sanitarie e ospedaliere, Aziende ospedaliero-universitarie, Irccs pubblici), e privati equiparati (Irccs privati, ospedali classificati e 'presidi') o accreditati, con i quali le Regioni e le Aziende stipulano degli accordi o contratti. Tutti gli erogatori del Ssn sono remunerati secondo regole stabilite a livello regionale, nell'ambito del quadro normativo di riferimento stabilito a livello nazionale per garantire l'omogeneità del sistema.

"Nonostante la pubblicazione del nuovo Nomenclatore della specialistica ambulatoriale, costituito da 2.108 prestazioni contro le 1.702 della versione del 1996, e che introduce elementi di forte innovazione restiamo ancora senza un decreto definitivo a causa del mancato accordo sulle relative tariffe nella Conferenza Stato Regioni, indispensabile per la sua concreta applicazione e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale- spiega Riccardo Asero, past president Aaiito- la nostra società scientifica ha cercato di contribuire alla revisione partecipando ai tavoli istituzionali e interloquendo con il Ministero della Salute ottenendo il riconoscimento del ruolo dell'allergologo come soggetto prescrittore di indagini di alta specializzazione e come responsabile unico del processo assistenziale in caso di allergie ad imenotteri, farmaci o alimenti". 

Resta ancora insoluto il problema della congruità delle tariffe proposte. Allo stato attuale, risalendo ancora al 1996, risultano decisamente basse e rischiano di essere ulteriormente compresse a causa delle ristrettezze economiche che caratterizzano il nostro Paese e il suo livello di finanziamento del Ssn. Come confermato dalla Nota di aggiornamento al Def(NADEF), approvato recentemente, l'incidenza Pil/spesa sanitaria, già bassa, è destinata a contrarsi ulteriormente nel prossimo triennio passando dal 6,6% per il 2023, al 6,2% per il 2024 e al 6% per il 2025.

"Esiste dunque il rischio che, in tale quadro, le aziende produttrici di diagnostici non forniscano più i loro prodotti all'erogatore pubblico e li mettano a disposizione solo dei privati ad un prezzo più congruo. Identico problema si pone per gli specialisti ambulatoriali direttamente impegnati nella cura dei pazienti- sottolinea Battista Roberto Polillo specialista allergologo del consiglio direttivo Aaiito- Se infatti consideriamo che le tariffe proposte per una prima visita specialistica o una visita di controllo ammontano rispettivamente a circa 23 euro e 18 euro non desta meraviglia che, alla luce anche dei notevoli e spesso intollerabili carichi di lavoro dovuti alla carenza di personale medico, e alle estenuanti procedure burocratiche-amministrative per l'erogazione di farmaci, si verifichi la 'fuga' degli specialisti dalle strutture del Ssn e il loro approdo nell'ambito privato".

A lungo andare, c'è il rischio che questa situazione si traduca nell'impossibilità di fornire prestazioni diagnostiche allergologiche di alto livello in ambito pubblico e nel trasferimento verso il privato dell'utenza. "Da considerare che questa situazione si verifica a partire da uno storico sottodimensionamento dei servizi pubblici di allergologia in un Paese dove il 25% della popolazione ne avrebbe bisogno- sottolinea Asero- Un quadro dunque desolante che da anni Aaiito denuncia senza che il decisore politico abbia ancora concretamente deciso di porre riparo, coinvolgendo in modo sostanziale le società scientifiche e i professionisti che direttamente operano sul campo".

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