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All’ Istituto Superiore di Sanità per parlare di Salute Globale

"No one left behind: global health, access to care, inequalities and migration". E' questo il titolo del convegno che si svolge all'ISS il 10 luglio 2017, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Fondo Globale e dai Friends of the Global Fund Europe.

L’evento dello scorso anno ha visto la partecipazione straordinaria di Bill Gates, partner chiave del Global Fund con la Bill & Melinda Gates Foundation: l’Italia in quella occasione ha annunciato un incremento del 40% del suo contributo al Fondo Globale.

L’iniziativa di questo anno, si profila come una riunione di alto livello che ha lo scopo di accendere i riflettori sulle disuguaglianze che ancora persistono a livello globale in termini di accesso alle cure mediche e sanitarie, non solo tra Paesi ricchi e Paesi poveri, ma anche tra regioni di uno stesso Stato. In un momento storico assai complesso caratterizzato da flussi migratori senza precedenti e da un contesto economico-finanziario, nonché geopolitico, alquanto difficile.

L’incontro si colloca a distanza di un mese circa dal Summit del G7 di Taormina (26-27 maggio 2017) - G7 che l’Italia presiede fino alla fine dell’anno - e subito dopo l’imminente vertice del G20 ad Amburgo (7-8 luglio 2017) proprio per informare gli stakeholder sui risultati dei due eventi e discutere perciò del ruolo della politica sullo scenario internazionale, in preparazione oltretutto del meeting fra i Ministri della Salute dei Paesi G7 che si terrà a Milano il prossimo novembre.

L’evento, aperto da Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS, che introdurrà il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e Pietro Sebastiani, Direttore della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, si articola in quattro sessioni: la prima, dedicata alla salute globale e agli obiettivi dell'Agenda del 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con un focus sulle persone più fragili e vulnerabili e in linea con l’imperativo fissato dall’Aagenda 2030 di "non lasciare nessuno indietro", verrà moderata dalla senatrice Emilia Grazia De Biasi, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato e vedrà la partecipazione di Flavia Bustreo, vice-Direttore Generale della Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini dell’OMS, dell’arcivescovo Silvano Maria Tomasi, del Dicastero Pontificio per lo Sviluppo Umano Integrale, di Dr. Kesetebirhan Admasu, Direttore del Roll back malaria e di Rosemary Mburu della piattaforma keniota Waci health.

La seconda sessione, dedicata alle best practices verso il raggiungimento entro il 2030 di una copertura sanitaria universale, sarà moderata da Giuseppe Ippolito, Direttore scientifico dell’Istituto nazionale Malattie Infettive e avrà fra i relatori Laura Frigenti, Direttrice dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Christoph Benn del Global Fund, Jacob Creswel della Stop TB Partnership, Erika Castellanos, della GATE e Maria Grazia Panunzi, di AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) e Osservatorio AIDS.

La terza sessione, moderata dalla senatrice Fabiola Antinori, si concentrerà sulla protezione e sugli interventi sanitari in favore dei migranti: interverranno Federico Soda, dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Concetta Mirisola, Direttore Generale dell’INMP, Robert Vitillo, dell’International Catholic Migration Commission, Francesco Aureli, dell’Osservatorio Iinternazionale Salute e infine Pietro Bartolo, direttore medico a Lampedusa e protagonista del pluripremiato documentario di Gianfranco Rosi "Fuocoammare".

Chiuderà la giornata una tavola rotonda, sul ruolo della politica internazionale di fronte alle diseguaglianze, focalizzata sui risultati dei recentissimi summit G7 (ospitato dall’Italia) e G20 (ospitato dalla Germania), e in prospettiva sul prossimo G7 Health che si terra à Milano nel mese di novembre.

Gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (SDG)

Al centro del convegno le sfide lanciate dall'Agenda del 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, adottata nel settembre del 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che propone di promuovere per tutti i Paesi e per tutte le regioni all’interno di un medesimo Stato, la salute fisica e mentale, il benessere, l’allungamento dell’aspettativa di vita, la copertura sanitaria universale, l’equo accesso alle cure sanitarie, promuovendo l'uguaglianza di genere, lo status economico e l'educazione per donne e ragazze. Con l’obiettivo, in ultima analisi, di ridurre le disuguaglianze attraverso un approccio olistico, globale che riconosce l'interdipendenza tra salute e sviluppo.

Tutto questo è chiaramente riflesso nell'obiettivo tre dello Sviluppo Sostenibile, volto a garantire salute e benessere per tutti, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili come i migranti e coloro che vivono in aree di crisi. Nell’Agenda vi è inoltre il chiaro e audace impegno a porre fine alle epidemie di Aids, tubercolosi, malaria e di altre malattie trasmissibili entro il 2030. Tuttavia, le grandi disuguaglianze non riguardano solamente le cosiddette "malattie della povertà", coinvolgono pure le malattie croniche, vere e proprie epidemie in occidente: il diabete, le malattie cardiovascolari, neurodegenerative, oncologiche. Il traguardo è dunque quello di una copertura sanitaria universale, in cui cioè l’accesso alle cure e ai servizi sanitari sia garantito a tutti, e davvero più "nessuno sia lasciato indietro".

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