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AL DR. CURIGLIANO IL PRIMO PREMIO DEDICATO A UMBERTO VERONESI

Oggi a Vienna, nell’ambito della 15esima St. Gallen International Breast Cancer Conference, la European School of Oncology (ESO) ha assegnato il primo “Umberto Veronesi Memorial Award”, dedicato alla memoria del suo fondatore, per “riconoscere il ruolo primario di un medico nel progresso della scienza e la cura delle pazienti con tumore del seno”.

Il prestigioso riconoscimento va a Giuseppe Curigliano, Direttore della Divisione Sviluppo Nuovi Farmaci per Terapie Innovative dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO).

«Sono onorato di ricevere il primo Premio al mondo intitolato al Professor Veronesi, durante il meeting di St. Gallen, la conferenza più importante a livello internazionale per il trattamento del tumore mammario in stadio precoce - ha commentato Curigliano-. L’eredità intellettuale per la lotta tumore al seno che Veronesi ha lasciato all’IEO e a tutta la comunità medico-scientifica internazionale è ben nota.  A noi oncologi medici in particolare ha insegnato a rifiutare i dogmi e a porci sempre dei dubbi per innovare sistematicamente l’approccio alle cure. L'immunoterapia, in cui il Professore ha creduto sin dagli albori, è un esempio di una nuova concezione di trattamento, che potrebbe rivoluzionare anche la prevenzione dei tumori e per questo ho accettato di dedicare la mia Award Lecture proprio a questo tema. Basti pensare al potenziale ruolo dei vaccini nelle precancerosi e nei tumori mammari in stadio precoce. Gli innovatori sono sempre dei rompiscatole, ci diceva il Professore, perché si fanno delle domande, cercano delle riposte, e così facendo cambiano il modo di vedere le cose. Innovare per andare oltre e per vedere meglio.

Questo è il motivo per cui decise di chiamare la Divisione che io dirigo: "Nuovi Farmaci per terapie innovative”. “Immunotheraphy for breast cancer Hype or Hope? - Immunoterapia per il tumore del seno, pubblicità o speranza?” è il titolo della Lecture di Curigliano.

«L'immunoterapia sta rivoluzionando l'approccio al trattamento del cancro - anticipa l’oncologo-.  Le cellule tumorali proliferano per effetto di mutazioni genetiche che ne sostengono la capacità di proliferare e di evadere i “check-point” del sistema immunitario; si "mimetizzano" e sono poco riconoscibili ai linfociti, guardie armate deputate a identificare le cellule anormali ("non self" o estranee), ingaggiate ed addestrate per eliminarle. I nuovi farmaci immunoterapici (immune-checkpoint inhibitors) potenziano le capacità di risposta immunitaria al cancro, rendono più attivi i linfociti e riducono la capacità delle cellule tumorali di mimetizzarsi. In una sola parola cambiano le “regole di ingaggio” dei linfociti senza porre limiti alle loro capacità di attacco e difesa. Nessuno dei nuovi farmaci agisce direttamente sui tumori, piuttosto aumenta le capacità di reazione del nostro sistema immunitario contro il nemico "cancro" e riduce tutti i meccanismi che il tumore mette in atto per mimetizzarsi e quindi confondersi con i tessuti sani. I nostri studi in IEO, in collaborazione con i colleghi francesi e del Qatar, hanno identificato quali mutazioni del tumore mammario rendono più riconoscibili le cellule tumorali all'azione del sistema immunitario. Sono studi fondamentali per consentire di selezionare meglio i pazienti con tumore mammario sensibili all’immunoterapia, pilotando, potenziando e mantenendo la memoria della risposta immunologica».

48 anni, nato in Canada da immigrati italiani, Giuseppe Curigliano si laurea in Medicina presso l’Università Cattolica di Roma e si specializza negli USA alla Columbia University di New York. Rientrato in Italia, consegue il Dottorato di Ricerca all’ Università di Pisa, per poi approdare allo IEO nel 1999. Qui ha iniziato la sua carriera come assistente della Divisione di Farmacologia Clinica, per arrivare alla posizione di Direttore di Divisione nel 2013.

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