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Accordo Federfarma Verona e ACLI per recupero beni in eccedenza. Progetto REBUS

È stato firmato nella sede di Federfarma Verona il protocollo d’intesa del progetto “R.E.B.U.S. Faramaci” coordinato dalle ACLI Provinciali di Verona in collaborazione con Federfarma Verona che prevede il recupero di beni non più commercializzabili ma con ancora elevato valore intrinseco presso le farmacie dell’intero territorio provinciale da destinare ad enti caritativi per le famiglie in difficoltà.

A partire da novembre attraverso il progetto saranno recuperati farmaci da banco e altri prodotti senza obbligo di ricetta, ad almeno un mese dalla scadenza, quindi, con totale garanzia di utilizzo, che verranno subito redistribuiti dalle ACLI alle persone bisognose attraverso le Associazioni messe in rete dal progetto (oggi circa 50). Le farmacie aderenti su base volontaria saranno riconoscibili dalla vetrofania “Bollino esercizi virtuosi” fornito dalle ACLI rientrando, quindi, nel circuito di quelle attività solidali che sostengono e alimentano il concetto di responsabilità sociale. La distribuzione immediata dei prodotti è resa possibile da una attenta organizzazione che prevede non solo l’individuazione delle Associazione cui indirizzare i prodotti, ma anche l’invio in tempo reale della tipologia dei prodotti da parte delle farmacie. Questo permette alle ACLI di predisporre la consegna mirata, ad esempio prodotti per bambini ad una Onlus impegnata nella cura dell’infanzia, ancora prima del ritiro in farmacia.

“Questo progetto già testato per alcuni mesi in alcune farmacie che hanno preso parte ad una fase sperimentale è la concreta risposta alla legge 166/2016 emanata solo la scorsa estate – dice Marco Bacchini, presidente Federfarma Verona -. Nelle farmacie veronesi con questo tassello si completa il percorso virtuoso per evitare gli sprechi di un bene cosi prezioso quale è il farmaco e dei prodotti salutistici. Voglio ricordare la positiva esperienza del recupero dei farmaci non utilizzati partita ormai un anno fa in alcune farmacie delle nostra provincia. In questo caso è, invece, il farmacista stesso, nel rispetto delle diverse normative, a farsi protagonista delle donazioni”. «Per le nostre farmacie poter donare i prodotti che destiniamo al progetto R.E.B.U.S., significa maturare l'orgoglio di partecipare ad un circuito virtuoso che non si limita all'atto stesso, bensì si esprime mediante l'utilizzo e la destinazione specifica di ogni singola referenza consegnata – spiega Arianna Capri, vicepresidente e responsabile del progetto per Federfarma Verona - . Palazzo Vitruvio Cerdone Via Giberti 11 37122 VERONA T. +39 045 594774 F. +39 045 8019446 info@federfarmaverona.it www.federfarmaverona.it Via Interrato dell’Acqua Morta, 22 37129 VERONA T. +39 045 9275000 F. +39 045 5111330 info@federfarmaverona.it ufficioprogetti@acliverona.it www.acliverona.it Personalmente ritengo, infatti, che questo possa essere l'unico modo possibile per non tradurre in spreco l'eccedenza, fino a scadenza”.

“Le ACLI - spiega Italo Sandrini presidente provinciale - in quanto ente di promozione sociale e movimento di ispirazione cristiana sono da sempre impegnate nel territorio in un’azione sociale che possa concretizzare pratiche virtuose per il benessere dell’intera comunità, a volte essendo anche precursori di nuovi modelli economici più civili e responsabili. Questo è quello che è accaduto con il progetto R.E.B.U.S. La legge 166/2016 è stata approvata quest’estate ma come ACLI siamo impegnati nel recupero delle eccedenze dal 2008. Quello che proponiamo è un vero e proprio modello solidale di gestione integrata dello spreco che, con procedure igienico sanitarie definite, protocolli logistico-amministrativi e uno sgravio sulla tassa rifiuti per i donatori, permette di recuperare annualmente circa 1.500.000 chili di cibo oltre a farmaci, abbigliamento e libri. Grazie alla collaborazione attivata con Federfarma Verona sarà possibile un ulteriore sviluppo del progetto che permetterà di recuperare tutta una categoria di prodotti sempre più richiesti dalle famiglie in condizioni di bisogno assistite dagli enti messi in rete».

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